La riqualificazione delle periferie di Messina, il ripopolamento di alcuni quartieri di Lamezia Terme, la riorganizzazione del centro storico di Ascoli Piceno. Sono alcuni dei progetti che rientrano nel Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare (Pinqua) lanciato durante il governo Conte 2 e che verranno finanziati con i fondi del Pnrr: 2,8 miliardi in tutto per 159 proposte che spaziano su tutto il territorio italiano. La Conferenza Unificata e il successivo decreto ministeriale di Enrico Giovannini hanno dato il via alla distribuzione dei fondi, destinati per il 40% a progetti delle regioni del Mezzogiorno, che dovranno tradursi in interventi tangibili entro il 2026, l’arco temporale del Recovery Plan. In testa alla graduatoria ufficializzata lo scorso luglio dall’Alta Commissione per l’attuazione del programma ci sono otto ‘progetti pilota’ considerati ad alto rendimento: a ricevere le cifre più alte saranno Bari (100 milioni), Milano (99,9), Messina (99,6) e Lamezia Terme (98,8). L’Alta Commissione ha esaminato più di 290 proposte pervenute da Regioni, Comuni e Città Metropolitane e ha selezionato progetti per un valore di 3,2 miliardi di euro.

Gli interventi sono finalizzati a ridurre il disagio abitativo aumentando il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, a rigenerare il tessuto socioeconomico dei centri urbani, a migliorare le periferie con il recupero di edifici fatiscenti, la pulizia dei parchi e dei mercati rionali, la costruzione di ciclabili e percorsi pedonali. Edifici pubblici come l’ex caserma Lamarmora di Livorno saranno trasformati per ospitare abitazioni ad uso temporaneo, attività sociali e di coworking, ad Olbia saranno realizzate con circa 12 milioni di euro palazzine di edilizia residenziale sociale, servizi per la cittadinanza, la terza età e spazi verdi, a Corigliano e Rossano in Calabria saranno migliorati servizi e attrezzature per combattere lo spopolamento e fare un salto di qualità nelle condizioni abitative.

A Bari si punta alla riorganizzazione dell’area intorno alla stazione ferroviaria con una serie di interventi per la mobilità multimodale, la riqualificazione e la ristrutturazione urbanistica. A Messina l’obiettivo è il risanamento di aree periferiche tra cui quelle baraccate ancora esistenti a seguito del terremoto del 1908 e la riqualificazione del patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale anche per resistere ai cambiamenti climatici. In Calabria, il progetto ‘Lamezia Spazio-Generazione 2021’ punta a contrastare il fenomeno dello spopolamento di alcuni quartieri recuperando abitazioni da mettere a disposizione delle famiglie in difficoltà. Ma si guarda anche alla realizzazione di una pista ciclabile e alla riqualificazione del lungomare. L’edilizia residenziale sociale e la rigenerazione del tessuto abitativo di quartieri periferici come San Siro è al centro anche delle iniziative per Milano, mentre nelle Marche è previsto il progetto per il centro storico di Ascoli Piceno. In Molise sono previsti interventi per la funzionalità e la rigenerazione di aree degradate che insistono soprattutto su Campobasso e provincia.

I progetti che beneficeranno dei finanziamenti sono stati selezionati nei mesi scorsi dall’Alta Commissione per l’attuazione del programma, tenendo conto dell’impatto ambientale, che si punta ad azzerare, e di indicatori di tipo sociale, culturale, economico finanziario e tecnologico. Sono stati valorizzatu l’apporto economico di fondi privati, la rispondenza alle politiche territoriali regionali, la sostenibilità e il consumo di suolo zero. In tutti i casi le linee guida, spiega Giovannini, sono quelle del Next Generation Eu: “Sostenibilità non solo economica e sociale, ma anche ambientale, evitando ulteriore consumo di suolo nel rispetto del principio europeo del Do not significant harm”.

Il Pinqua è nato sotto il governo Conte-bis ma con una tempistica più lunga, ristretta ora in quella del Pnrr, e con finanziamenti per 800 milioni, a cui si aggiungono ora gli altri 2,8 miliardi. Gli enti beneficiari dovranno trasmettere al ministero, entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del decreto del Mims, il cronoprogramma dei singoli progetti modulato rigorosamente sul 2026 per confermare la volontà di aderire al programma. In caso contrario, si scorrerà la graduatoria.

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