Il vice premier del governo talebano in Afghanistan, mullah Abdul Ghani Baradar, è sottoposto a cure mediche in un ospedale di Kandahar. Lo ha scritto su Twitter la testata The Pashtun Times, citando un familiare del talebano. Secondo la fonte, Baradar “è sotto la protezione del Pakistan e nessuno è autorizzato a vederlo“. Era stato ferito in un scontro con i membri della rete Haqqani la settimana scorsa. Secondo quanto riferito da Bbc, che a sua volta cita fonti talebane, Baradar si è trovato al centro di un diverbio che lo ha visto contrapposto a Khalil ur-Rahman Haqqani, ministro per i Rifugiati: la discussione fra i due è scoppiata perché il vice premier era scontento della struttura del governo. A seguito di questo episodio, Baradar non è stato visto per sette giorni. Stando alle fonti della Bbc l’oggetto della contendere è duplice: l’intestazione della vittoria e la divisione del potere. Baradar insiste sul ruolo della diplomazia, mentre il ministro dei rifugiati Haqqani pensa sia giusto attribuire tutto il merito ai combattenti. Teatro della lite, il palazzo presidenziale di Kabul. La notizia ha iniziato a circolare dopo le comunicazioni sull’assenza di Baradar. La Bbc cita anche fonti secondo cui il vice premier, dopo un rientro nella capitale, potrebbe apparire davanti alle telecamere per smentire ogni contrasto. Secondo il network indiano Republic il leader ha contattato le autorità del Qatar per denunciare l’impossibilità di rispettare gli accordi firmati a Doha con gli Stati Uniti proprio a causa della linea intransigente degli Haqqani. Secondo la stessa emittente Baradar ha anche fatto trasmettere il messaggio all’amministrazione di Joe Biden negli Usa. Intanto resta il mistero anche sul comandante supremo, Hibatullah Akhundzada. Quest’ultimo, evidenziava ieri il Guardian scrivendo che sono in molti a chiedersi se i due leader del movimento siano ancora vivi, non è mai apparso in pubblico da quando, il 15 agosto, i Talebani hanno preso il controllo dell’Afghanistan. La morte del mullah Omar, fondatore del movimento, venne tenuta nascosta per due anni.

Proprio a Kandahar sono scese in piazza migliaia di persone per protestare contro la decisione degli studenti coranici di sgomberare le case appartenenti alle famiglie di ex membri delle forze di sicurezza. Le proteste hanno avuto luogo davanti alla sede dell’ufficio del governatore di Kandahar dopo che i Talebani hanno ordinato a 3mila famiglie di lasciare le loro abitazioni entro tre giorni, secondo informazioni raccolte dall’agenzia di stampa Jaama. I dimostranti hanno bloccato uno dei principali accessi alla città. Il provvedimento riguarda una serie di blocchi abitativi situati tra il quartier generale della polizia e diverse basi militari della zona dove risiedono generalmente i familiari del personale delle forze afghane. Alcune delle famiglie vivono in queste case da più di trent’anni. Secondo Jaama, un giornalista afghano ha denunciato di essere stato picchiato dai talebani mentre seguiva le proteste.

Prosegue intanto la resistenza nella valle del Panshir a opera di Ahmad Massoud, che è stato invitato al Parlamento europeo: lo ha reso noto un portavoce del suo movimento, il Fronte di resistenza nazionale, affermando che non è ancora stato deciso se accettare l’invito. Al momento non si sa dove si trovi Massoud, che di recente ha fatto appello ai suoi sostenitori a combattere i Talebani in ogni modo. Nell’aprile 2001, suo padre Ahmad Shah Masoud incontrò gli allora esponenti dell’Ue a Strasburgo, in Francia.

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