Riforma del fisco, il governo prova a inserire nella delega la revisione del catasto (chiesta da Ocse e Ue). Lega e Forza Italia fanno muro
Sarebbe un primo passo per far pagare di più i ricchi. Metter mano ai valori catastali per aggiornarli, infatti, significa aumentare le tasse sugli immobili di pregio che negli anni si sono più rivalutati ma continuano a fruttare (ingiustamente) poco al fisco. Risultato: è bastata l’ipotesi che il governo inserisca un intervento sul catasto nella legge delega di riforma fiscale attesa in cdm nei prossimi giorni – in ritardo sulla tabella di marcia indicata nel Recovery plan – per far salire sulle barricate Lega e Forza Italia. La cui opposizione quest’estate ha bloccato il tentativo di inserire il tema nel documento approvato dalle Commissioni Finanze di Camera e Senato, che è la base da cui è partito il lavoro del Tesoro. E’ stato proprio il Mef, però, a rilanciare sulla necessità di adeguare il valore degli immobili a quello di mercato mettendo nero su bianco nell’atto di indirizzo alle amministrazioni fiscali per il triennio 2021-2023 l’obiettivo di aggiornare gli archivi “anche nell’ottica di una più equa imposizione fiscale“. Perché, come da anni sottolineano Ocse e Commissione europea, i proventi aggiuntivi potrebbero essere utilizzati per ridurre le tasse sul lavoro.
