Altro che crisi: la pandemia fa la fortuna dei più ricchi. Anche in Italia, dove oggi stando al Global Wealth Report 2021 di Credit Suisse si concentrava a fine 2020 il 3% di tutti i “paperoni” del mondo: 1.480.000 persone, in aumento di 187mila rispetto agli 1.293.000 milionari (in dollari) contati nel 2019. Non solo: nell’anno del Covid sono aumentati a 3.560 (785 in più rispetto all’anno prima) pure i multimilionari con patrimonio superiore ai 50 milioni di dollari. Un incremento, spiega il documento redatto a giugno dalla banca d’affari svizzera, che testimonia ancora una volta come l’emergenza sanitaria abbia aumentato l’iniquità nella distribuzione della ricchezza tra la popolazione nazionale. L’anno della pandemia, infatti, ha visto crescere specularmente anche il numero di persone in povertà assoluta. In Italia secondo l’Istat sono salite a 5,6 milioni, +20% rispetto all’anno precedente. A livello globale la Banca mondiale stima in 119 milioni il numero minimo di nuovi poveri creati dal Covid nel mondo, un dato senza precedenti (vedi sotto l’infografica tratta dal numero di agosto di Fq Millennium).

INFOGRAFICA tratta dal numero di agosto del mensile Fq Millennium, diretto da Peter Gomez

Come dimostra il rapporto citato oggi da Libero, si tratta di un fenomeno da inquadrare nell’ambito di un più ampio trend globale. Complice il forte rimbalzo realizzato dai mercati finanziari a partire da giugno, quando sono diventate operative le prime misure a sostegno dell’economia da parte di governi e banche centrali, il numero globale di milionari è aumentato del 10% (5,2 milioni) nel 2020 raggiungendo i 56,1 milioni. Il 42% si trova in Nord America, dove gli Usa da soli hanno aggiunto nei 12 mesi 1,7 milioni di nuovi milionari arrivando a 22 milioni, il 28% in Europa e 17% in Asia-Pacifico (ad esclusione di Cina ed India, in cui a crescere esponenzialmente è soprattutto la classe media).

La stessa dinamica ha poi coinvolto i ricchi tra i ricchi, ossia coloro che appunto posseggono oltre 50 milioni di dollari, la cui quota sul totale dei paperoni è cresciuta del 24% registrando il più ampio tasso di crescita dal 2003. Sono quindi circa 215mila i multimilionari in circolazione, un misero 1,1% della popolazione sul pianeta che da solo detiene però quasi la metà dell’intera ricchezza globale, pari a 191,6 trilioni di dollari. Vent’anni fa la loro fetta della torta valeva “solo” 41,5 trilioni.

In questo quadro, anche l’Italia segna il suo personale record. Nella Penisola l’incidenza dei milionari sul totale mondiale è aumentata in maniera (quasi) costante e progressiva, passando dallo 0,9% nel 2000 al 2% nel 2005, dal 2,9% nel 2010 al 2,5% nel 2015 e poi raggiungendo l’attuale 3%. In 20 anni segnati da un generale impoverimento del Paese, insomma, si sono creati 1.480 ricchi con la conseguenza che il 22,2% della quota della ricchezza complessiva del Paese è in mano solo all’1% della popolazione complessiva. Nel 2019 era il 21,8%. Tutto queste mentre secondo le statistiche sulla povertà dell’Istat nel 2020 le famiglie italiane in povertà assoluta sono aumentate del 20%, raggiungendo quota 2 milioni (per un totale di 5,6 milioni di individui). Ai primi tre posti si collocano Giovanni Ferrero, amministratore delegato dell’omonimo gruppo, con un patrimonio stimato che si aggira sui 35,1 miliardi di dollari, il patron di Luxottica Leonardo Del Vecchio, 25,8 miliardi, e Stefano Pessina (Alliance Boots), la cui ricchezza sfiora i 9,7 miliardi. Ai piedi del podio, tra gli altri, Silvio Berlusconi a quota 7,7 miliardi.

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