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Riello, chiusura in Abruzzo e delocalizzazione in Polonia. Ma anche nell’anno del Covid l’azienda ha chiuso con 19 milioni di utili

Riello, chiusura in Abruzzo e delocalizzazione in Polonia. Ma anche nell’anno del Covid l’azienda ha chiuso con 19 milioni di utili
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Evidentemente neanche 19 milioni di euro di utili bastano alla multinazionale Usa Carrier Corp che controlla dal 2017 il gruppo Riello. Non bastano a evitare chiusure di impianti in Italia per delocalizzare la produzione in Polonia. E’ quello che è avvenuto nei giorni scorsi con la decisione dell’azienda di chiudere di fatto l’impianto abruzzese di Villanova di Cepagatti in provincia di Pescara, lasciando a casa 71 lavoratori e spostandone 19 in altre sedi del gruppo Riello. Un altro caso, l’ennesimo, di chiusure di stabilimenti e licenziamenti da parte di gruppi multinazionali pur in buona salute quanto a risultati economico-finanziari e performance.

Nel caso di Riello, brand della climatizzazione finito in mani straniere dopo che la famiglia storica di Legnago ha abdicato, passando la mano, le cose non sembrano andare affatto male, nonostante la crisi del Covid. Il gruppo ha chiuso il 2020 con utili netti per 18,8 milioni su un fatturato di 290 milioni. Un calo c’è stato sia nei ricavi (scesi del 4% sul 2019) che nei profitti quasi dimezzati dai 34 milioni dell’anno prima, ma in nessun caso si può parlare di crisi aziendale. Riello Spa è più che patrimonializzata con capitale cumulato nel tempo, dagli utili prodotti anno su anno, passato da 144 milioni a 162 milioni l’anno scorso. Non ci sono problemi di debiti, dato che questi sono tutti nei confronti della controllante Usa, eccetto quelli verso i fornitori che ammontano a oltre 70 milioni.

E che il tema non sia certo quello di un eccessivo peso degli oneri del lavoro lo dicono i numeri. I costi del personale (circa 800 addetti in tutto il gruppo) sono di 51 milioni su quasi 300 milioni di fatturato. Inoltre sono di fatto già scesi di 10 milioni sul 2019 quando il costo del lavoro contabilizzava per 61 milioni. L’azienda ha infatti usufruito degli ammortizzatori sociali (la Cigo) nel corso del 2020.

Il tema resta sempre quello, riorganizzare in cerca di migliore efficienza, sacrificando posti di lavoro, in nome di qualche punto percentuale in più di redditività futura. Del resto basta guardare i conti della multinazionale americana Carrier Corp che controlla Riello. I primi 6 mesi del 2021 si sono chiusi con vendite globali in crescita del 37% sui 12 mesi precedenti a 5,4 miliardi di dollari con profitti operativi in rialzo del 72% a 821 milioni di dollari. Non solo ma per l’intero 2021 l’azienda Usa ha alzato le stime precedenti proiettando gli utili operativi sopra il 13,5% sui ricavi. Covid superato alla grande, ma evidentemente l’impianto abruzzese per i vertici americani non appare in linea con le attese. Tanto da sbarazzarsene, chiudere e andare in Polonia risparmiando qualche punticino di oneri da costo del lavoro.

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