“L’Unione Europea ha dimostrato, di fronte alla pandemia e alle sue conseguenze sul piano economico e sociale, una capacità di reazione efficace e tempestiva”. Ora un “analogo impegno deve riguardare il contributo dell’Ue alla causa della pace, dello sviluppo, della sicurezza e della stabilità internazionale. Di qui la necessità di una politica estera e di sicurezza comune”. A dirlo è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che nel suo messaggio al Forum Ambrosetti di Cernobbio richiama, ancora una volta, i vertici dei 27 stati membri dell’Unione Europea alle loro responsabilità di accoglienza e collaborazione sui temi della politica estera, materia in cui, ammonisce, “la Ue si è mossa, sin qui, troppo timidamente”. Oggi, sottolinea, “l’Europa non può permettersi di essere assente da scenari ed eventi le cui conseguenze si ribaltano sui Paesi che la compongono e dalla definizione delle regole che presiedono alle relazioni internazionali”. Parole che ricalcano quelle da lui pronunciate solo una settimana fa, in occasione delle celebrazioni a Ventotene degli 80 anni del Manifesto che ha posto le basi per l’Europa Unita, quando Mattarella aveva ammonito i leader europei per il loro rifiuto di accogliere i profughi afghani in fuga dai talebani.

“L’integrazione europea consente di giocare a livello internazionale sul piano economico una massa critica a tutto vantaggio dei popoli europei – prosegue il Capo dello Stato nel messaggio inviato all’amministratore delegato e managing partner di The European House Ambrosetti, Valerio De Molli -. Le risorse pubbliche messe in campo sono imponenti, tali da creare, con i suoi programmi di innovazione, una cornice favorevole agli investimenti privati che sono attesi per alimentare una fase ancora più positiva di rilancio. Le previsioni, per l’Italia, guardano, nel 2021 ad una crescita del Pil pari al 6% e nel 2022 al 4,4%, al quinto posto tra i Paesi del G20, con un incremento a due cifre della produzione industriale”, spiega Mattarella citando le stime di crescita per quest’anno e per il successivo. “La forte volontà politica, che è stata all’origine delle scelte proposte dalla Commissione Europea e sostenute dalla approvazione del Parlamento Europeo, ha consentito di superare le diverse sensibilità presenti nell’Unione e di dar vita a una dimensione operativa senza precedenti che costituisce una vera e propria svolta”, si legge ancora nel suo messaggio.

“Una dimensione che deve trovare ora collocazione nell’ambito del Trattato che, dopo la riflessione della Conferenza sul futuro dell’Europa, dovrà sostituire quello di Lisbona”, prosegue Mattarella invocando una “politica estera e di sicurezza comune”. “È materia in cui la Ue si è mossa, sin qui, troppo timidamente e che rappresenta, al contrario, la naturale continuazione di quella sovranità condivisa destinata anche a garantire, ai cittadini europei, la prosecuzione di una esperienza di crescita e progresso che non ha eguali”. Il capo dello Stato chiude quindi il suo messaggio con un augurio, “con l’auspicio che i protagonisti della vita economica e finanziaria sappiano cogliere l’opportunità di contribuire a una fase di nuovo consolidamento del progetto europeo”.

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