“DURIGON FUORI DAL GOVERNO!” – FIRMA LA NOSTRA PETIZIONE SU CHANGE.ORG

Claudio Durigon deve lasciare il governo di Mario Draghi. E lo deve fare per un semplice principio: la nostra Costituzione è antifascista. Giuseppe Conte torna a chiedere le dimissioni del sottosegretario della Lega, che ha proposto di revocare l’intitolazione di un parco di Latina a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino per dedicarlo ad Arnaldo Mussolini, fratello del duce. Sul palco di Latina, insieme a Durigon, c’era il leader della Lega Matteo Salvini, che non ha preso le distanze dalle sue parole.

“Io non ce l’ho con il sottosegretario di Stato Durigon, ma ho parlato in modo molto chiaro su questo episodio, perché nel momento in cui un membro del governo dichiara pubblicamente, non perché gli è sfuggita una voce dal sen, in un comizio pubblico alla presenza del leader di partito, che vuole rimuovere l’intestazione di un parco intitolato a Falcone e Borsellino, tradisce la nostra storia, tradisce le vittime più illustri della lotta alla mafia e lo fa in nome della restaurazione di quella intestazione al fratello di Mussolini. E quindi viene anche meno quel fondamento della Costituzione repubblicana che, piaccia o meno, è un fondamento antifascista. Quindi commette due gravi violazioni delle regole della nostra convivenza, che non sono accettabili”, ha detto Conte, alla presentazione del volume “Non facciamo cerimonie! A spasso nelle vicende del protocollo di Stato” di Enrico Passaro, responsabile dell’Ufficio del Cerimoniale di Stato e per le Onorificenze della presidenza del Consiglio dei Ministri.

Una posizione che il leader del M5s aveva esplicitato già nelle ore immediatamente successive al comizio di Durigon. “Trovo grave e sconcertante – aveva detto l’ex premier al Fatto – il proponimento del sottosegretario al Tesoro di cancellare l’intitolazione del parco di Latina a Falcone e Borsellino, con l’aggravante di volerlo restituire alla memoria del fratello di Mussolini. È aberrante voler cancellare anni di lotta alla mafia e il sacrificio dei nostri uomini migliori, per giunta allo scopo di restaurare il ricordo del regime littorio”. Per chiedere di allontanare Durigon dal governo il Fatto Quotidiano ha promosso una petizione che ha raccolto più di 150mila firme in pochi giorni. Sul tema, però, Mario Draghi continua a rimanere in silenzio: il premier non ha mai detto come la pensa sulla questione né se intenda o meno rimuovere Durigon dal suo esecutivo.

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