Un luogo pubblico intitolato a Gino Strada a Sesto San Giovanni, dove il chirurgo e fondatore di Emergency è nato nel 1946. Il modo migliore, per la cittadina milanese, di ricordare il chirurgo scomparso ieri a 73 anni mentre si trovava in vacanza in Normandia. “Per l’impegno, la passione e il grande amore che ha messo in tutte le sue attività in Italia e all’estero” scrive il sindaco Roberto Di Stefano, avanzando la proposta a tutti i gruppi del Consiglio comunale. “Riteniamo doveroso – aggiunge – che il suo nome e il suo ricordo vengano incisi per sempre in un luogo pubblico di Sesto San Giovanni”. Ora si aspetta la deroga da parte del prefetto, necessaria perché, specifica Di Stefano, si tratta “di una personalità scomparsa da meno di dieci anni”.

Intanto, Emergency ha annunciato che la salma di Gino Strada tornerà in Italia settimana prossima. Sempre la Ong sta pensando al modo migliore per permettere a tutti coloro che lo sostenevano e lo ammiravano di salutarlo un’ultima volta. Oggi, sul cancello della sede di Milano qualcuno ha lasciato dei fiori bianchi in suo ricordo. Ed è proprio da Milano che arriva un’altra idea per omaggiare Strada: ““Piazzale Gino Strada invece di Piazzale Cadorna” è la richiesta di Maria Teresa Mauri, una cittadina milanese che ha lanciato una petizione su Change.org. “Come mi piacerebbe” scrive Mauri, “che Piazzale Cadorna, intestato a un guerrafondaio responsabile di decine di migliaia di massacri” durante la Prima Guerra Mondiale “diventasse Piazzale Gino Strada, che la guerra la ripudiava come da articolo 11 della Costituzione”. La proposta, rivolta al Comune di Milano affinché l’intitolazione avvenga “prima dei funerali di Gino” per “accoglierlo degnamente”, è già stata sottoscritta da 700 persone.

Ma non è solo Milano, con la sua periferia, a voler omaggiare il ricordo del medico filantropo. Anche Prato vuole intitolare un punto della sua città, e, insieme, fare qualcosa di più: “Credo che sia giusto che Prato ricordi Gino Strada e il suo lavoro con un evento pubblico“. Lo annuncia il sindaco della città toscana, Matteo Biffoni. La sua idea è “un incontro” aperto a tutti, “affinché la sua lezione sia un testimone da tramandare, da tenere vivo e da ricordare per sempre”.

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