Due ore di sciopero per ogni turno lavorativo per protestare contro l’obbligo del Green pass per accedere alla mensa aziendale. La Hanon Systems di Campiglione Fenile, nel Torinese, domani, venerdì 13 agosto, sarà il primo stabilimento a scioperare per la decisione di far accedere all’area mensa solo i dipendenti che potranno esibire la certificazione verde, stabilendo che gli altri sprovvisti del pass, invece, mangino separati, con ogni probabilità in un tendone allestito nel piazzale della ditta, ma non “nelle aree aziendali comuni, negli spogliatoi, nelle aree break e sulle postazioni di lavoro”, come si legge in una comunicazione diffusa dalla direzione risorse umane dell’azienda.

Secondo i sindacati, guidati da Davide Provenzano, leader della Fim-Cisl di Torino, la decisione discrimina i lavoratori, e, per poter procedere, bisogna attendere “un chiarimento da Roma”. “L’esclusione dalle mense aziendali o la separazione tra lavoratori sulla base del green pass è priva di fondamento oltre che discriminatoria così come all’azienda è vietato dalla legge l’accesso ai dati sanitari personali”, affermano dalla Fiom-Cgil di Torino. A nulla è valso un incontro con l’azienda che Provenzano ha definito “negativo”. “L’azienda ha scaricato la responsabilità sull’ impresa che gestisce la mensa. Ma va sottolineato però che il servizio mensa è proprio la Hanon Systems ad averlo affidato a quella ditta”, ribadisce Provenzano, rivendicando con forza la decisione di scioperare, già lanciata nella giornata di mercoledì 11 agosto.

Secondo il sindacato la norma infatti non equipara la mensa aziendale a un ristorante, anzi. Nel decreto legge 105 del 23/07/21, “l’articolo 4 esclude le mense aziendali e i servizi di catering su base contrattuale la cui attività era già consentita dall’articolo 27 del Dpcm del 2 marzo 2021 purché si continuino ad applicare le misure di prevenzione del contagio definite nei protocolli”. E la Fiom torinese in un comunicato specifica che “le mense possono continuare a erogare il servizio normale con accesso di tutti i dipendenti nel rispetto delle misure di prevenzione definite con i Protocolli covid – che hanno funzionato e funzionano – mentre eventuali ulteriori misure sanitarie potranno essere disposte solo dalla legge”.

I sindacati, specifica Provenzano, non sono contrari al vaccino, “ma se gli operai possono lavorare in linea senza Green pass, allora possono anche mangiare in mensa senza il certificato – specifica – È un problema che va risolto a livello nazionale, servono linee guida chiare e non iniziative estemporanee”. Nei giorni scorsi, aveva detto la stessa Cisl, “per voce istituzionale è stato precisato che il green pass è obbligatorio anche per accedere nelle mense aziendali ma non da estendere per quanto riguarda l’accesso ai contesti lavorativi”. Ma, secondo Provenzano, “la norma parla di esercizi che somministrano cibi e bevande, non di mense aziendali che, peraltro, applicano già da tempo i protocolli Covid, che prevedono tra l’altro plexiglas e turni separati”.

La questione, comunque, non è isolata. Sono diverse le aziende che stanno cercando di venire a capo del problema e che, prima o poi, si ritroveranno di fronte al dubbio se chiedere o meno il green pass per l’accesso alla mensa.

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