Nell’attesa trepidante della riforma “Cartabia” vorrei ribadire, ancora dopo 10 anni, concetti fondamentali che certo saranno disattesi, secondo i quali per riformare la giustizia non servono miliardi ma serve solo buon senso, buona organizzazione e senso di responsabilità.

Partiamo dal primo concetto fondamentale: la giustizia (efficace, dunque efficiente) è un bene di tutti, senza la quale uno Stato è debole, i diritti sono deboli, l’economia è debole e certo non attrattiva. Tutto questo ha un enorme costo sociale ed economico, come noto spesso quantificato in svariati punti di Pil.

Secondo concetto: la Giustizia pretende un legislatore capace e dunque una legislazione chiara ed essenziale. Invece abbiamo esattamente l’opposto: un affastellamento illeggibile di norme che ovviamente ingenerano ed amplificano i contenziosi.

Terzo concetto: la Giustizia efficace/efficiente è celere, nel rispetto del diritto della difesa; è informatizzata con un unico criterio (invece abbiamo un Processo Civile Telematico, un Processo Amministrativo Telematico, una Giustizia Tributaria Telematica, un parziale Processo Penale telematico, un Processo per Cassazione Telematico, ognuno con portali suoi e regole sue diverse dagli altri: una vera follia; oltre ad avere buchi normativi, ad esempio per il deposito di file video e audio o prove materiali, non depositabili digitalmente); ha criteri unitari (mentre abbiamo decine di Protocolli a seconda dei Tribunali, veri e propri editti feudali).

Quarto concetto: il processo civile già oggi può ben essere organizzato con best practice dal magistrato e concludersi in meno di un anno (ad esempio concentrando la fase istruttoria, non abusando delle Ctu, facendo buon uso della conciliazione, sentenziando ex art. 281 sexies cpc eccetera).

Quinto concetto: i magistrati dovrebbero avere un altissimo senso di responsabilità e ricordarsi che maneggiano i diritti e i destini delle persone. Vincere il concorso non è sufficiente per considerare i magistrati inamovibili, sempre idonei, all’altezza, soprattutto impunibili. Chi frequenta le aule di giustizia da decenni ben sa quanti e quali siano i magistrati inidonei, eppure son sempre là. Se i magistrati già oggi tenessero udienza 3 giorni alla settimana (invece che 2 di media) e gli altri 2 li dedicassero ai provvedimenti e allo studio dei fascicoli; si dedicassero solo a fare il magistrato invece che a fare il professore universitario, il relatore, gli arbitrati, o posti fuori ruolo, avremmo certamente una maggiore “produttività”.

Sesto concetto: in Italia v’è un numero abnorme di avvocati (circa 240mila) e un numero forse non adeguato di magistrati (circa 8000 togati e circa 5000 onorari) rispetto agli altri Paesi europei (siamo al sest’ultimo posto secondo i dati ufficiali ec.europa.eu). È necessario introdurre un numero chiuso per gli avvocati consentendo l’ingresso solo ai migliori, incrementare il numero dei magistrati e introdurre un tirocinio comune per entrambi (6 mesi da tirocinante avvocato + 6 mesi da tirocinante magistrato) il che farebbe capire ad entrambi molto, reciprocamente.

Settimo concetto: deve concludersi il vergognoso sfruttamento dei 5000 magistrati (onorari) che sono un pilastro (il secondo) fondamentale per l’esercizio della giurisdizione (smaltendo circa il 60% del carico dei processi civili e penali), alcuni dei quali lavorano anche da 20 anni, con gli stessi doveri dei magistrati ordinari ma senza averne gli stessi diritti (niente assistenza e previdenza; retribuzione pari a circa 1/6 di un magistrato ordinario che ha uno stipendio tra 3500/8000 euro netti a seconda dell’anzianità e delle funzioni). Lo ha esplicitato da un anno esatto la sentenza “UX” della Corte di Giustizia Europea (Corte UE, sentenza 16 luglio 2020 C-658/18) che ha riconosciuto ai Magistrati Onorari lo status di Giudici Europei e di lavoratori subordinati a tempo determinato.

Ed è notizia di qualche giorno fa che la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia per il modo in cui gestisce i magistrati onorari, i “cottimisti” della giustizia, lavorando di fatto a cottimo, in modo non conforme al diritto Ue in materia di lavoro. La giustizia che non tutela parte dei suoi magistrati è una vera barzelletta.

A breve saranno reclutati 16mila avventizi che formeranno l’Ufficio del Processo, in aiuto dei magistrati. È dunque legittimo auspicare che entro un anno sia azzerato il ruolo dei processi sino al 2019. Serve insomma un patto etico tra chi si occupa di giustizia, oltre a tanta passione, rigore e senso di responsabilità. Chi non l’ha vada a casa e non si occupi di giustizia. Chi scrive frequenta la Giustizia da un quarto di secolo e ne ha viste e lette di ogni.

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