I primi effetti di raduni e festeggiamenti per gli Europei di calcio 2021 iniziano a farsi vedere. Un focolaio è scoppiato nel quartiere Monteverde a Roma dopo la partita Italia-Belgio: i contagiati hanno visto il match in un pub al Casaletto che aveva previsto un maxischermo. I casi confermati dall’Asl Roma 3, come riporta il Corriere della Sera, a 15 giorni dai quarti di finale, sono saliti a 73 dopo la segnalazione di un primo cluster di 16 persone. L’età va dai 60 ai 14 anni, ma la maggior parte dei contagiati, 69 su 73, ha un’età inferiore ai 25 anni, secondo Roma Today.

Il numero potrebbe essere destinato a salire. Dall’Azienda ospedaliera, infatti, spiegano che “ci sono altri sintomatici che sono in attesa di referto o di eseguire il tampone” e che sei sono “casi secondari”, ossia parenti o amici che quella sera non erano al pub ma che poi sono entrati in contatto con chi invece era là per vedere la partita.

Ora si teme che quello del quartiere della Capitale possa essere solo il primo di un lunga serie di focolai legati agli Europei. Soprattutto dopo i festeggiamenti per le semifinali e per la finale, sia per le strade di Roma che nei locali. Preoccupa soprattutto l’assembramento dovuto alla sfilata degli Azzurri con il pullman scoperto, che il Prefetto ha detto di non aver autorizzato e che, invece, secondo quanto ha rivendicato la Figc, “è stata condivisa dalle istituzioni”. In quell’occasione migliaia di persone sono scese in piazza per festeggiare la Nazionale, tra cori e bandiere, ma senza distanziamento né mascherine.

Gli effetti, secondo l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, si vedranno presto. “Sono stati giorni di pazza gioia, ma ne pagheremo le conseguenze in termini di contagi“, ha detto l’assessore solo un paio di giorni fa, intervistato dal quotidiano di via Solferino. Ribadendo poi l’allarme nelle dichiarazioni di ieri: “Il quadro epidemiologico mostra un ulteriore incremento della circolazione della variante Delta, prevalente in tutte le Asl – ha spiegato commentando i dati delle ultime 24 ore che hanno visto un aumento di 353 casi solo nel Lazio – Dalle sequenze effettuate su tutti i tamponi positivi è emerso che nel 57,1% dei casi è stata identificata una variante Delta, i due terzi (64,7% dei casi) sono concentrati nell’area metropolitana di Roma”. I più colpiti, come dimostra anche il cluster del quartiere Monteverde, sono i più giovani. Stando ai dati di ieri, più di tre quarti dei casi del Lazio avevano meno di 50 anni e il 66% dei casi con infezione da variante Delta aveva un’età inferiore ai 30 anni, con un’età mediana dei casi di 29 anni.

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