Il Comuna di Piacenza ha messo il veto su uno spettacolo di drag queen che era in programma per domani sera al centro di aggregazione giovanile Spazio 4. Il motivo? “Non educativo”, sostiene l’assessore della Lega, facendo scoppiare una polemica: l’Arcigay annuncia che, anche se non autorizzati, le drag queen saranno presenti ma non si esibiranno. “Ci rammarica vedere questa censura da parte della giunta“, hanno scritto su Facebook, “verso uno spettacolo tanto ironico quanto popolare, lo dimostra il fatto che avevamo già raggiunto quasi 200 prenotazioni di ingresso”. Il diniego è stato comunicato alla coop “L’Arco”, che gestisce il centro, dall’assessorato alle Politiche giovanili, guidato dal leghista Luca Zandonella. La decisione è stata motivata dal fatto che lo show non risponderebbe alla missione educativa di un centro giovanile come Spazio 4. A rendere nota la vicenda è il quotidiano piacentino “Libertà”.

Lo spettacolo si proponeva di fare “conoscere il mondo delle Lgbt con ironia e autoironia” e prevedeva un’esibizione artistica “per conoscere il mondo delle Lgbt”, si legge nella locandina dello show volto a ricordare la lotta contro le discriminazioni nel 1969. Ma per l’assessore leghista alle politiche giovanili si tratta di “un’iniziativa non coerente con le finalità dello spazio comunale”. Da qui la comunicazione al gestore della struttura del divieto. “La parte dell’evento che prevedeva l’esibizione delle drag queen – spiega Zandonella – non è stata autorizzata in quanto la manifestazione si tiene all’interno di un centro di aggregazione comunale, affidato tramite concessione con obiettivo principale quello di essere un centro educativo: l’iniziativa non è quindi coerente con le finalità dello spazio comunale”.

Gli organizzatori Arcigay Piacenza Lambda annunciano però che l’evento si farà, sempre con le drag queen tra i protagonisti. “Lo show era parte della serata di beneficenza organizzata dalla nostra associazione insieme ad Arci Piacenza per ricordare l’inizio della lotta contro le discriminazioni, cioè i moti di Stonewall a New York nel 1969. Prendiamo tristemente atto dell’ordine del Comune, peraltro firmato da un dirigente comunale; nessuno della Giunta ha avuto il coraggio di metterci la faccia ufficialmente. Era uno spettacolo per tutti i piacentini. Per fare cultura divertendosi – spiegano – Certamente non è questa la Piacenza che vogliamo. Sogniamo una città aperta e ricca di colori. Che prosperi arricchendosi delle differenze, non sopprimendole”.

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