“Niente sarà più come prima.” In effetti, adesso, a distanza di tempo, possiamo affermare che questa previsione, che compariva su tanti balconi e finestre di case a inizio pandemia, corrisponde al vero. Guardiamo al governo. Se prima c’era ancora un simulacro di democrazia, adesso essa è svanita nel nulla. Prima, il rapporto dei nostri governanti con i poteri forti era intuibile ma non così evidente. Oggi invece che abbiamo un banchiere al governo è tutto più limpido, chiaro. Infatti il partito del cemento gode come non ha mai goduto in passato. E se prima del Covid era impensabile parlare della fattibilità del Ponte sullo Stretto, oggi invece il tema è totalmente sdoganato.

Ma un altro aspetto, sempre di carattere economico, oggi è molto più chiaro che un tempo: il nostro è un mondo di plastica. Dipendiamo totalmente dalla plastica, e se viviamo è anche grazie a essa. E buona parte è monouso: guanti, salviette detergenti, protezioni per i piedi, cuffie, rivestimenti per sedie, kit di abbigliamento per medici e operatori sanitari, tutta plastica, tutta monouso. Per non parlare del boom del plexiglass. Alla faccia di quei rompiballe di ambientalisti che della plastica vorrebbero farne a meno! E con buona pace dell’Ue che mette al bando la plastica monouso per alimenti.

E veniamo alle nostre città, non sono più come prima le strade: infatti sono invase dai dehors. E le carreggiate sono più silenziose: con monopattini e bici elettriche. Anche se è bene non indagare dove vengono estratti i metalli e le terre rare. L’importante è vivere l’illusione di un mondo migliore. Migliore di prima che arrivasse questa dannata pandemia. Sempre le strade sono percorse dai riders: volete mettere quanti posti di lavoro ha creato il Covid? E Just Eat è persino partner del campionato europeo di calcio. Ah, sì, anche la nostra Nazionale non è più come prima. E sempre sulle strade corrono i mezzi elettrici di Amazon, che anch’essa non è più come prima: ha chiuso il 2020 con un fatturato di 386 miliardi di dollari, in crescita del 38% sul 2019, grazie alla pandemia. Ed è cambiato il nostro rapporto con gli altri. E sui marciapiedi coperti dai ponteggi del bonus facciate che fa da traino all’edilizia, se vediamo qualcuno che viene in direzione opposta, ci scansiamo, non si sa mai. È il distanziamento sociale, che un tempo non c’era.

Insomma, è proprio vero: niente è più come prima. Magari non proprio tutto è come si intendeva o si sperava che sarebbe stato quando si è vergata quella frase sul cartone, ma vabbè, facciamocene una ragione. “Ecco com’è che va il mondo” cantava Franco Battiato. Anche lui non è più come prima.

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