Il Green pass da otto giorni è ormai una realtà. Gli sms, o le notifiche delle applicazioni che lo supportano, sono già arrivati a molti cittadini, ma per alcuni sembra essere ancora un miraggio. E quindi, come fare per potersi muovere? Magari all’estero? Niente paura. Come riporta il sito dcg.gov.it fino al 12 agosto (e cioè al termine di quello che l’Ue ha chiamato il cosiddetto “periodo di transizione”) fino al 12 agosto sarà possibile viaggiare in Europa semplicemente esibendo le certificazioni di completamento del ciclo vaccinale, a partire dal quindicesimo giorno dopo la seconda dose, di guarigione o di avvenuto tampone, rilasciate dalle strutture sanitarie, dai medici e dalle farmacie autorizzate.

Al termine del periodo, tecnicamente, tutti i Paesi dovrebbero essere “allineati”, introducendo il Green pass. L’ultima novità sulla “certificazione verde” è arrivata ieri sera quando, grazie a un emendamento al sostegni bis approvato in commissione Bilancio, è stato deciso che i bambini sotto i sei anni non dovranno sottoporsi al tampone Covid per poter viaggiare. Per lo stesso motivo, il certificato per i più piccoli non sarà necessario neanche in caso di banchetti con meno di 60 partecipanti. Infine, i minori non devono essere sottoposti a quarantena o autoisolamento per motivi di viaggio in Ue se tali restrizioni non sono state imposte ai genitori, perché vaccinati o guariti.

Cos’è e come si ottiene il Green pass – In Italia è il Ministero della Salute a rilasciare la Certificazione verde Covid-19 attraverso la Piattaforma nazionale, sulla base dei dati trasmessi dalle Regioni e Province Autonome. La certificazione viene emessa automaticamente in formato digitale e stampabile dopo la vaccinazione, oppure dopo un test negativo (da effettuare nelle 48 ore precedenti) o dopo una guarigione da Covid-19 (valida sei mesi). La persona riceve un messaggio via sms o email direttamente ai contatti indicati in fase di vaccinazione o di test con all’interno un authcode, ossia un codice univoco associato appunto all’indirizzo email o al numero di telefono, da utilizzare sui canali che lo richiedono, insieme a un link con delle brevi istruzioni per recuperare la certificazione. Al link, che rimanda sempre al sito dcg.gov.it, si dovrà poi accedere tramite identità digitale (Spid/Cie) oppure con Tessera Sanitaria (o con il documento di identità se non si è iscritto al sistema sanitario nazionale), e inserendo l’authcode.

Il certificato è disponibile anche nel Fascicolo sanitario elettronico, gestito al livello regionale. Oppure tramite l’App “Immuni” o l’App Io. Se le applicazioni sono già installate sul telefono potrebbe essere necessario aggiornarle per poter visualizzare il certificato. Lì, in formato digitale, sarà già disponibile il Qr code, pronto all’uso direttamente sul telefono. Su Immuni per poter utilizzare il pass bisognerà cliccare sulla sezione “Eu digital Covid certificate” e inserire le ultime 8 cifre del codice identificativo della tessera sanitaria, la data di scadenza della tessera e l’authcode, ricevuto via sms o mail. Per Io, invece, non servirà inserire ulteriori dati, ma solo scaricare l’app (nel caso non fosse già installata sul telefono) ed accedere con Spid o Cie.

È bene sottolineare che, mentre in Italia la certificazione è considerata valida già dopo 15 giorni dalla prima dose di vaccino (e fino al giorno della seconda dose), per potersi spostare all’interno dell’Ue è necessario aver completato da almeno 15 giorni il ciclo vaccinale anche con la seconda dose.

Come avviene la verifica – La certificazione contiene un Qr code con le informazioni essenziali. Per poter utilizzare il Green pass basterà mostrare questo codice, in versione digitale o cartacea, agli operatori autorizzati al controllo, per esempio in porti o aeroporti. Loro, tramite l’applicazione VerificaC19, che tutti i cittadini possono scaricare per verificare la validità del proprio certificato, controlleranno l’autenticità del pass. Se il certificato è valido, il verificatore mostrerà un simbolo verde con i dati anagrafici della persona, nome cognome e data di nascita.

Cosa succede tra prima e seconda dose – Per potersi spostare all’estero tra prima e seconda dose, cioè in quel periodo che va da 21 giorni a 3 mesi (per i vaccinati Astrazeneca) dopo la prima inoculazione, è necessario sottostare alle regole del Paese che si vuole visitare. Il Green pass, infatti, scatta solo dopo il quindicesimo giorno dalla seconda inoculazione e fino a quel momento non si è considerati in possesso del certificato, anche se, materialmente, una persona ha già ricevuto l’sms con il codice per poterlo scaricare. Ogni Paese ha proprie regole che cambiano, è quindi consigliabile, prima di mettersi in viaggio, controllare sul sito della Farnesina o dei ministeri degli Esteri dei singoli Stati le regole.

La stessa cosa vale per il rientro in Italia nel caso in cui si sia ottenuto il Green pass all’estero. Per poter rientrare quindi, se non si è completamente vaccinati, bisognerà effettuare un tampone, rapido o molecolare, entro le 48 ore prima della partenza.

Viaggi di lavoro, cosa cambia – Diversa è la situazione per chi si sposta per un breve periodo di tempo (120 ossia 5 giorni) per un viaggio di lavoro. In questo caso non sarà necessario sottoporsi a tampone, né fare quarantene. Bisognerà però compilare comunque l’Ue digital passenger locator form, per ciascun passeggero adulto, disponibile al sito euplf.eu.

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