La Camera ha approvato all’unanimità, con la sola astensione dei deputati di Fratelli d’Italia, la mozione che chiede al governo di impegnarsi per la concessione della cittadinanza italiana a Patrick Zaki, lo studente egiziano dell’università di Bologna incarcerato in Egitto senza processo dal 7 febbraio 2020 con le accuse di propaganda sovversiva su internet. L’esecutivo dovrà così “avviare tempestivamente, mediante le competenti istituzioni, le necessarie verifiche al fine di conferire a Patrick George Zaki la cittadinanza italiana”. Nel testo approvato a Montecitorio si chiede anche di “continuare a monitorare, con la presenza in aula della rappresentanza diplomatica italiana al Cairo, lo svolgimento delle udienze processuali a carico di Zaki e le sue condizioni di detenzione“. Questo proprio nel giorno in cui la sorella si è detta “sicura che non è stato vaccinato” contro il Covid.

I Parlamentari si rivolgono inoltre all’esecutivo guidato da Mario Draghi chiedendo un impegno “a continuare a sostenere, nei rapporti bilaterali con l’Egitto e in tutti i consessi europei ed internazionali, l’immediato rilascio di Patrick Zaki e di tutti i prigionieri di coscienza, come difensori dei diritti umani, giornalisti, avvocati e attivisti politici finiti in carcere solo per aver esercitato in modo pacifico i loro diritti fondamentali e continuare ad adottare iniziative affinché le autorità egiziane rispettino i diritti alla libertà d’espressione, di associazione e di manifestazione pacifica e spezzino il circolo dell’impunità per le gravi violazioni dei diritti umani in corso nel Paese”.

Una mozione, quella approvata dall’aula, che ha provocato la reazione positiva della maggior parte dei partiti, con i leader che hanno chiesto all’esecutivo di agire prontamente. Linea sposata dal governo stesso che, si apprende, ha dato parere favorevole alla mozione votata.

E nella stessa giornata la proposta di cittadinanza italiana è arrivata anche al presidente del Parlamento europeo, David Maria Sassoli. Gli attivisti della Community “Station to station” sono andati a Strasburgo per consegnargli le prime 270mila firme, raccolte in tutta Europa, della petizione lanciata su Change.org proprio per chiedere la cittadinanza dello studente egiziano, in carcere dal 7 febbraio 2020. La campagna dal basso – si legge nel comunicato stampa di Change.org – le cui proposte erano già state accolte con l’approvazione di una mozione al Senato ad aprile (ma alla quale l’Esecutivo italiano – dopo aver favorevolmente accolto la mozione dando parere positivo – non ha ancora dato seguito), ha varcato i confini italiani ed è arrivata nelle case di tutti i cittadini europei grazie ad una traduzione multilingue. Ad oggi il contatore registra oltre 270mila firme in tutto, di cui circa 61mila da Spagna, Francia e Germania.

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