Ridurre i costi di gestione grazie alle economie di scala, aumentare la capacita di investimento per sviluppare le attività più importanti, accedere più facilmente al mercato dei capitali e attrarre manager di alto livello. Obiettivi standard nel profit, molto meno nel terzo settore. Ma è con questi intenti che l’impresa sociale Anteo e la coop sociale Progest, attive nella gestione di residenze sanitarie assistite e di comunità e servizi per disabili e persone con patologie psichiatriche e dipendenze patologiche, hanno deciso di fondersi (per incorporazione di Progest in Anteo) in un nuovo gruppo. Con un occhio alla sostenibilità economica dei progetti attuali e futuri oltre che alla qualità dei servizi.

La nuova realtà, radicata in Piemonte ma con attività anche in Lombardia, Liguria, Toscana, Campania, Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta e Umbria, dove Anteo gestisce strutture, avrà oltre 2.000 lavoratori, 2.900 posti letto e 86 milioni di fatturato. Oggi Anteo, nata a Biella nel 1993, conta 100 tra cui rsa per anziani con diversi livelli di non autosufficienza, comunità, nuclei di convivenza e gruppi appartamento per pazienti psichiatrici, comunità educative per minori con gravi problemi familiari o in stato di abbandono, giovani in difficoltà, comunità per le dipendenze, comunità e centri diurni per persone disabili, strutture di prima accoglienza, per un valore della produzione di quasi 70 milioni nel 2019. Pro.ge.s.t. dal canto suo progetta e gestisce servizi nel settore socio-assistenziale soprattutto in convenzione con enti pubblici.

Luca Tempia Valenta, presidente di Anteo, ha sottolineato che l’obiettivo è “far confluire energie e competenze verso percorsi di innovazione e di sviluppo nell’ambito dei servizi alla persona che tanto ci stanno a cuore”. Alberto Chiesa, presidente di Progest, ora vicepresidente di Anteo, ha ricordato che “entrambe le realtà hanno preso le mosse dal mondo dei servizi psichiatrici, nutrendosi delle intenzioni della Legge 180 e hanno sviluppato percorsi diversi ma fra loro coerenti per la tutela dei più fragili e per la costruzione di modelli riabilitativi efficaci; gli stessi valori ci hanno guidati degli altri settori, dai servizi alle persone con disabilità a quelli per gli anziani”.

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