Gli “Angeli” di Victoria’s Secret, le modelle magrissime dalle misure ritenute perfette per incarnare un modello di sensualità stereotipato, lasceranno definitivamente il posto ad un gruppo di testimonial impegnate che avranno il compito di rilanciare il marchio rendendolo più inclusivo e al passo con i tempi.

Il colosso americano di lingerie, nato nel 1977 e giunto all’apice del successo nel 1982 con l’acquisto da parte del magnate Leslie Wexner, fino al 2016 fatturava oltre 12 miliardi di dollari l’anno, fino al drastico calo degli utili successivo agli scandali sessuali, all’esplosione del movimento “Me too” e alle polemiche sulle diete disumane cui erano costrette le supermodelle. Una scottante inchiesta del New York Times portò alla luce le testimonianze di oltre 30 persone fra indossatrici, impiegati e dirigenti con tanto di atti giudiziari e denunce nei confronti di Leslie Wexner, fondatore e amministratore delegato di L. Brands, società madre di Victoria’s Secret e di Ed Razek, uno dei massimi dirigenti.

Oltre ad essere stati investiti da pesanti accuse di molestie sessuali, misoginia e mobbing, Wexner e Razek erano i principali responsabili del mantenimento del modello di sensualità esasperata che incarnava ciò che volevano gli uomini e non ciò che le donne desideravano per sentirsi a proprio agio. Per questo motivo l’azienda non aveva mai introdotto articoli per donne dalle taglie forti e non aveva mai celebrato la festa della mamma, puntando tutto sull’attesissimo show annuale a base di piume, paillettes e strass e modelle costrette a sottoporsi ad estenuanti sessioni di ginnastica, misurazioni quotidiane e a regimi dietetici composti solo da verdure e cibi proteici con pochi grassi, fino ad arrivare al digiuno completo e al solo consumo di quattro litri di acqua due giorni prima dello show.

A ciò si aggiungeva lo stretto legame fra Wexner e Jeffrey Epstein, il criminale sessuale morto suicida in carcere mentre scontava la pena per pedofilia, induzione alla prostituzione minorile e traffico internazionale di minori. Secondo le testimonianze e gli atti processuali, Epstein, che gestiva gli ingenti capitali di Wexner, attirava con inviti in luoghi per incontri sexy giovani ragazze con la promessa di farle diventare “Angeli” di Victoria’s Secret e consacrarle alla fama di modelle conosciute in tutto il mondo.

E così, dopo il cambio drastico dei vertici aziendali e la sospensione della tradizionale e famosissima sfilata annuale, il nuovo amministratore delegato Martin Waters ora punta tutto su 7 donne, che oltre ad incarnare il nuovo volto di Victoria’s Secret fatto di persone famose per i propri successi e non per le misure e le forme, rivestiranno anche un ruolo di consulenti sulle nuove collezioni all’interno di un gruppo che porta il nome di VS Collective. Le super testimonial saranno la campionessa di calcio e attivista lgbtq Megan Rapinoe, l’attrice indiana e imprenditrice Priyanka Chopra Jonas, la diciassettenne sciatrice freestyle cinese-americana Eileen Gu, la modella curvy Paloma Elsesser, l’attrice e modella transgender brasiliana Valentina Sampaio, la modella ex rifugiata del Sud Sudan Adut Akech e la fotografa e fondatrice della piattaforma digitale Girlgaze, Amanda de Cadenet.

Pare che il nuovo direttore creativo, Raul Martinez, stia seguendo anche i consigli della figlia teenager per svecchiare il marchio, renderlo meno legato agli stereotipi e più inclusivo e globalizzato introducendo, oltre alla festa della mamma celebrata per la prima volta proprio nel 2021, anche una linea pre maman e dei reggiseni per l’allattamento.

La nuova impronta riuscirà a risollevare le sorti dell’azienda senza farle perdere la tradizionale clientela e, nello stesso tempo, soddisfare le esigenze delle nuove generazioni e delle donne che vogliono piacere a se stesse prima che agli altri? La risposta sarà anche nelle modalità di ripristino del prestigioso e iconico fashion show, che probabilmente rivedrà la luce nel 2022 in una veste totalmente nuova che avrà il compito di esaltare la donna e l’”empowerment” femminile in tutti i suoi molteplici aspetti.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Alimentazione sballata, più presenza sui social e rapporti conflittuali con genitori e amici: ecco come escono gli adolescenti dal Covid

next
Articolo Successivo

‘Viola e il blu’ mi ha ricordato che la classe di mio figlio non aveva stereotipi: ci mancherà

next