Aumenta il traffico aereo cargo, superando nettamente i livelli antecedenti alla pandemia. Come spiega l’Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata), la domanda globale, misurata in tonnellate-chilometro cargo (CTK*), è salita del 12% rispetto ad aprile 2019 e del 7,8% rispetto a marzo 2021. La domanda è così ora superiore del 5% rispetto al picco di agosto 2018 pre-crisi. La forte performance è stata guidata dai vettori nordamericani che hanno contribuito con 7,5 punti percentuali al tasso di crescita del 12%. Ma andamenti positivi si registrano per tutte le aree del globo con l’unica eccezione dell’America Latina.

La risalita dei collegamenti aerei cargo è solo l’ultima conferma di una forte ripresa di commerci e scambi già fotografata da altri indicatori. Aziende di tutto il mondo stanno ricostituendo scorte che si erano assottigliate durante la pandemia, i mesi di lockdown hanno insegnato che è meglio tenere un po’ più pieni i magazzini piuttosto che adottare un esasperato sistema “just in time”, la produzione è quasi ovunque in ripresa. Sono le stesse ragioni che stanno alla base della corsa delle materie prime con la Cina in particolare che “risucchia” risorse da tutto il mondo. Lo scorso mese l’import di Pechino è aumentato del 51% rispetto all’anno prima.

La scorsa settimana il costo per spedire un container via mare dall’Asia all’Europa è salito sopra i 10mila dollari, in crescita del 3% rispetto alla settimana precedente e del 485% rispetto ad un anno fa, recuperando i valori del 2011. Il Drewry World Container Index prende a riferimento la rotta Shanghai – Rotterdam ma incrementi nell’ordine del 200/300% sullo scorso anno vengono segnalati su molte rotte. Sia per gli aerei che per le navi incide anche il costo dei carburanti con il petrolio (e a cascata derivati come kerosene e gasolio) che ha raddoppiato il suo valore nell’ultimo anno. In generale l’incremento dei costi dei trasporti è un altro elemento di pressione sui prezzi finali e quindi sull’inflazione che le banche centrali iniziano a guardare con una qualche preoccupazione dopo i rialzi registrati negli ultimi mesi.

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