Oltre 50 amputazioni illegali di orecchie e coda di cani corso, pittbull e dogo argentino, eseguite tra il 2017 e il 2019, e cuccioli sotto i tre mesi di età esportati e importati dagli Stati Uniti senza vaccinazione antirabbica. Sono alcune delle circostanze emerse nei due anni di inchiesta denominata “Crudelia Demon” diretta dalla Procura di Ancona ed eseguita dai Carabinieri Forestali del nucleo Cites che hanno portato alla denuncia di 29 allevatori residenti in nove regioni italiane e 11 medici veterinari, accusati a diverso titolo per maltrattamento, falso in atto pubblico, traffico illecito di animali da compagnia, abusivo esercizio della professione veterinaria, uso di atto falso.

Dalle indagini condotte è emerso in particolare che 16 allevatori di razze canine e 4 medici-veterinari residenti nelle Provincie di Ancona, Macerata e Cosenza sono stati coinvolti nelle amputazioni illegali: alcuni interventi sono stati giustificati con certificati veterinari falsi, manoscritti dagli stessi veterinari e attribuiti a veterinari residenti all’estero risultati inconsapevoli degli interventi eseguiti oppure inesistenti. Inoltre sono stati sequestrati presso 4 allevatori di cani corso e pittbull, residenti nelle provincie di Ancona e Bari, timbri veterinari falsi e certificati veterinari in bianco, pronti per essere compilati e ceduti agli acquirenti dei cani a corredo delle amputazioni. Oltre 40 delle amputazioni contestate, sono state attribuite ad una veterinaria con ambulatorio in Provincia di Macerata. Secondo la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia conclusa a Strasburgo il 13 novembre 1987, ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 4 novembre 2010 n. 201, infatti, è vietata l’amputazione delle orecchie e della coda dei cani eseguita per i soli fini estetici.

Diciassette dei 29 allevatori, e 7 veterinari sono stati denunciati per aver prodotto 77 certificati falsi, tra cui 20 certificati veterinari di amputazioni dei cani e 57 libretti sanitari, passaporti e certificati per il transito di animali da compagnia con lo scopo di poter esportare ed importare illegalmente cuccioli al di sotto dell’età consentita dalle leggi dei Paesi di destinazione. In particolare sono state scoperte 34 esportazioni all’estero, principalmente negli Stati Uniti di cuccioli di razza, cani corso e mastino napoletano, privi, tra l’altro, della vaccinazione contro la rabbia. I cuccioli avevano infatti una falsa documentazione che attestava la vaccinazione e una data di nascita diversa da quella effettiva.

Due dei veterinari denunciati, inoltre, sono stati accusati, in concorso con due allevatori, per esercizio abusivo della professione: i professionisti hanno infatti fornito agli allevatori vaccini e microchip da eseguire autonomamente sui cani.

Gli interventi di conchectomizzazione (amputazione delle orecchie) per soli motivi estetici, venivano eseguiti per introitare i guadagni ottenuti dalle amputazioni veterinarie, pari a circa 200 euro per esemplare, ma anche per rendere i cani più “appetibili” agli acquirenti stranieri, in paesi nei quali il taglio delle orecchie e della coda non è consentito. Gli allevatori e veterinari denunciati rischiano 18 mesi di reclusione per il traffico di animali e maltrattamento e fino a tre anni per esercizio abusivo della professione.

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