Dopo le mezze scuse di Emmanuel Macron al Rwanda riguardo alle responsabilità della Francia nel genocidio del 1994, arrivano anche quelle della Germania che per la prima volta nella sua storia ha riconosciuto di aver commesso “un genocidio” contro le popolazioni degli Herero e dei Namas in Namibia durante l’era coloniale e donerà al Paese africano 1,1 miliardi di euro in aiuti allo sviluppo.

A pronunciare le parole di scusa è il ministro degli Esteri, Heiko Maas, in un comunicato scritto anche per accogliere con favore la stipula di un accordo con il Paese africano dopo più di cinque anni di difficili negoziati sugli eventi che hanno avuto luogo nel sudovest dell’Africa colonizzato dalla Germania tra il 1884 e il 1915: “Qualificheremo ufficialmente questi eventi per quello che sono dalla prospettiva odierna, un genocidio”, ha scritto il capo della diplomazia di Berlino ricordando le decine di migliaia di uccisioni di Hereros e Namas da parte dei coloni tedeschi durante i massacri commessi tra il 1904 e il 1908, in quello che alcuni storici considerano il primo genocidio del XX secolo.

“Alla luce della responsabilità storica e morale della Germania, chiederemo perdono alla Namibia e ai discendenti delle vittime” per le “atrocità” commesse, ha proseguito il ministro. In un “gesto di riconoscimento delle immense sofferenze inflitte alle vittime”, il Paese europeo sosterrà “ricostruzione e sviluppo” in Namibia attraverso un programma finanziario di 1,1 miliardi di euro, ha aggiunto. Precisa che non si tratta di un risarcimento su base giuridica e che tale riconoscimento non apre la strada ad alcuna “richiesta legale di risarcimento”. Tale somma verrà corrisposta nell’arco di 30 anni, secondo fonti vicine alle trattative, e dovrà avvantaggiare in primo luogo i discendenti di queste due popolazioni.

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