“Speriamo che l’unica cosa ‘negativa’ di oggi sia il risultato del tampone e non quello della partita”. Alberto è uno dei 4300 tifosi (il 20% della capienza dell’impianto) che mercoledì sera assisteranno dal vivo alla finale di Coppa Italia al Mapei Stadium di Reggio Emilia tra l’Atalanta e la Juventus. L’ultima volta che è entrato in uno stadio è stato più di un anno fa per il match tra i bergamaschi e il Valencia, diventato tristemente famoso per essere considerato uno dei primi focolai del coronavirus. Ma quattordici mesi dopo tante cose sono cambiate.

Per entrare allo stadio bisognerà scaricare l’app gratuita “Mitiga”. Una volta registrati, si deve confermare l’auto-dichiarazione dello stato di salute e si deve effettuare un tampone antigenico rapido. Il test va fatto nelle 48 ore precedenti al match in uno dei centri convenzionati. “Martedì abbiamo avuto un boom di tamponi, uno ogni quindici minuti, non ci siamo mai fermati” spiegano dalla farmacia Ruspini di Bergamo. Il risultato negativo viene quindi caricato sull’app e il Qr Code del tifoso diventa verde. Presentandolo insieme al biglietto ai tornelli, si potrà così entrare in sicurezza dentro lo stadio. In alternativa potrà entrare anche chi ha ricevuto entrambe le dosi di vaccino o chi presenta un certificato di guarigione dal Covid, datato dal 19 novembre in avanti.

“È un modello che sta funzionando e che può essere replicato e ampliato anche ai cinema e ai teatri” spiega la farmacista che mercoledì mattina ha effettuato i tamponi ai tifosi bergamaschi. “È un primo passo verso la normalità – conclude Alberto prima di partire per la finale – speriamo che però che sia un modello a termine per poter tornare alla normalità dal punto di vista della socialità”. Da un punto di vista sanitario i tifosi si sentono sicuri, ma il punto interrogativo è sulla sostenibilità economica: “Non credo che sia sostenibile sul lungo periodo, sarà oneroso per chi andrà allo stadio, ma speriamo che nel frattempo aumenti il numero dei vaccinati”.

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