Comunicato il “possibile legame” con la somministrazione del vaccino Astrazeneca e alcune rare trombosi. L’Agenzia europea per i farmaci ha anche spiegato quali sono i sintomi che devono imporre di rivolgersi al medico. Gli eventi avversi sono rarissimi e al momento sono 222 quelli segnalati alle autorità europee su 34 milioni di persone. L’elenco dell’Ema comprende la mancanza di respiro, dolore al petto, gonfiore delle gambe, dolore addominale persistente, sintomi neurologici e lividi che compaiono senza motivo. Il tutto per due settimane a partire dal giorno del vaccino.

“Le persone che hanno ricevuto il vaccino devono cercare immediatamente assistenza medica se sviluppano sintomi di combinazione di coaguli di sangue e piastrine basse” scrive l’Ema in una nota sottolineando che il comitato che ha analizzato i casi “ha osservato che i coaguli di sangue si sono verificati nelle vene del cervello (trombosi del seno venoso cerebrale, CVST) e dell’addome (trombosi della vena splancnica) e nelle arterie, insieme a bassi livelli di piastrine e talvolta sanguinamento”.

“Gli operatori sanitari – sottolinea l’Ema – devono prestare attenzione ai segni e sintomi di trombo embolia e trombocitopenia in modo da poter trattare prontamente le persone colpite in linea con le linee guida disponibili”. Dovrebbero inoltre dire a chi riceve il vaccino di consultare un medico in caso di “sintomi di coaguli di sangue come mancanza di respiro, dolore toracico, gonfiore delle gambe, dolore addominale persistente, sintomi neurologici come mal di testa grave e persistente e visione offuscata” dopo pochi giorni. Il dolore da trombosi è molto forte e persistente e se è quindi associato a sintomi neurologici come appunto problemi alla vista, gambe poco sensibili e difficoltà a muoversi, difficoltà a parlare, sopore e offuscamento della coscienza, bisogna rivolgersi al medico. Le piastrine basse provocano puntini rossi e lividi inaspettati.

Secondo l’ematologo Pier Mannuccio Mannucci, intervistato da La Repubblica, “se proprio si è spaventati, si possono misurare le piastrine e il d-dimero nel sangue prima della vaccinazione, per conoscere il valore di partenza, dopo una settimana e dopo quindici giorni dall’iniezione. Con i colleghi tedeschi abbiamo visto infatti che il calo delle piastrine e l’aumento del d-dimero sono progressivi. Tendono cioè a modificarsi per alcuni giorni, prima di portare alla trombosi. Se le misurazioni successive al vaccino sono molto diverse rispetto agli esami fatti prima, potrebbe essere opportuno allarmarsi. Attenzione però, non parlo di normali oscillazioni, che dipendono da tante ragioni, non ultima la variabilità dei test di laboratorio. Mi riferisco a cambiamenti drastici. Le piastrine, che normalmente si aggirano attorno alle 200mila, nelle persone colpite da questo tipo di trombosi erano scese a poche decine di migliaia, anche a 5mila. In alcuni casi non erano nemmeno rilevabili. Valori di d-dimero alti fino a 500-600 non sono rari e non sono preoccupanti nemmeno per i vaccinati. Quelli che abbiamo visto nei casi esaminati erano andati addirittura fuori scala, non potevano nemmeno a essere calcolati dal laboratorio. L’esame del sangue può aiutare a tranquillizzare, se è proprio necessario, ma va visto insieme a un medico. Non deve diventare ulteriore motivo di ansia”.

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