“Fermare tutto è la decisione giusta, posto che la riserva sia sciolta in brevissimo tempo. Sennò qui salta tutto”. Dove “tutto” sono 40 milioni di dosi acquistate dall’Italia, ma non solo. A rischiare sono il piano nazionale dei vaccini e quello europeo. A parlare così l’epidemiologa Roberta Siliquini, docente di Igiene al dipartimento di Scienze della Sanità pubblica e pediatriche dell’Università di Torino, già presidente del Consiglio superiore di Sanità, ruolo che ora ricopre Franco Locatelli. L’esperta ribadisce che non ci sono dati per sostenere una correlazione tra vaccino AstraZeneca e decessi, ma che la decisione presa da Aifa – in accordo e intesa altri Paesi come la Germania, Francia e Spagna – di interrompere cautelativamente la somministrazione abbia molto senso: “L’intero piano di vaccinazione rischia di saltare, a livello non solo nazionale: sia qualora venisse confermata l’ipotesi, davvero molto remota, di un qualche collegamento, sia in quella che il semplice timore spinga la gente a rifuggire dal vaccino. Mi sembra che la risposta delle autorità sia la decisione giusta, posto che la riserva sia sciolta in brevissimo tempo”.

Brevissimo significa che il comitato per la sicurezza dell’Ema (il Prac) esaminerà ulteriormente le informazioni nella giornata di martedì e ha convocato una riunione straordinaria giovedì 18 marzo per concludere le informazioni raccolte e qualsiasi ulteriore azione che potrebbe essere necessaria. Ma intanto la decisione spaventa. Da che è uscita la notizia il sito di Aifa è stato preso d’assalto con tanto di blocco, i cellulari degli epidemiologi sono roventi: “Ricevo telefonate su telefonate e ripeto la stessa cosa: la decisione non deve terrorizzare ma semmai rasserenare, nel senso che è volta a garantire alla popolazione un approccio più sereno alla profilassi”. Siliquini parla di una decisione “non semplice, senz’altro sofferta”, ma “indotta dalla necessità di fare chiarezza una volta per tutte con i cittadini. D’altronde in questi giorni abbiamo visto il numero di disdette e la paura che stava crescendo nella popolazione, credo sia stata una decisione saggia mettere un punto fermo per poi poter dire: ‘Abbiamo controllato e il vaccino è sicuro'”.

Professoressa Siliquini, ci scommetterebbe? Il Nas dei carabinieri, su ordine della procura di Biella, ha sequestrato – sempre in via cautelativa – quasi 400mila dosi di un altro lotto. Al momento non è stato stabilito alcuna correlazione tra la somministrazione del vaccino e gli effetti avversi. Si sente di escluderla anche lei?
Non sono Ema né Aifa ma ricevo anche io i dati come tanti colleghi. E parlano di pochissimi casi su 17 milioni di dosi somministrate. Dunque pochissimi per sostenere un qualche legame causa-effetto, posto che i lotti sospetti sono stati subito ritirati dal mercato. Va anche detto che il tempo ci dà ulteriore conforto: è passato diverso tempo dalle ultime somministrazioni, effetti nocivi su altri soggetti sarebbero dovuti già emergere.

Resta la contraddizione. Fino a ieri l’Aifa sosteneva che bisognasse fermare la campagna di terrore mediatico, oggi ferma il vaccino. Il cittadino potrebbe non capire o esserne quantomeno disorientato.
Certo, questo è un guaio ma è anche comprensibile, il regolatore sembra schizofrenico. In realtà, come detto, penso che la decisione non sia affatto motivata da dubbi ma dalla necessità di diradarli più convintamente che mai, proprio per evitare i danni che già si sono visti con certi titoli di giornale che hanno diffuso panico e timore.

Cosa dice a chi ha fatto il vaccino sviluppato da Oxford che ora viene cautelativamente sospeso?
Uso quella parola: cautelativamente significa che è stata una scelta presa a maggior tutela della popolazione, non perché ci sono dati che gli vengono tenuti nascosti che indichino un maggior pericolo. Si vuole evitare il panico a ragion veduta. Ma le dico anche che ho parenti e amici che mi chiamano da giorni e con la notizia dello stop il mio telefono squilla di continuo. Cosa dico loro? Che ho una persona molto vicina a me vaccinata con Astra e gli dico di dormire sonni tranquillissimi.

Che titoli si aspetta domani, quali reazioni?
Visti quelli dei giorni scorsi sono preoccupata, alcuni apparsi su giornali nazionali hanno avuto effetti devastanti sulla popolazione. Posto che poi i titoli dicevano una cosa e gli articoli un’altra. Ma la gente ai titoli si ferma. Ecco io credo, anzi sono fiduciosa diciamo così, che lo stop cautelativo con indicazione a sciogliere domani stesso la riserva sia volto a fermarli per riportare la questione a dati oggettivi e scientifici.

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