Un’indagine per omicidio colposo e il sequestro, in tutta Italia, del lotto ABV5811. È questa la decisione della procura di Biella, che ha aperto un’inchiesta sulla morte di Sandro Tognatti, 57enne di Cossato, docente di clarinetto al conservatorio di Novara. A Tognatti era stata somministrata una dose del vaccino anti-Covid AstraZeneca il 13 marzo. Il suo decesso è avvenuto domenica 14.

Il procuratore di Biella ha disposto in via cautelativa il sequestro dell’intero lotto, come già aveva fatto il procuratore di Siracusa che sta indagando sul caso del sottufficiale della Marina militare, delegando ai Nas dei carabinieri le operazioni presso tutti gli hub di distribuzione e i centri di vaccinazione, dove sono state consegnate complessivamente 393.600 dosi. Tra le aree interessate dal sequestro c’è anche il Veneto, dove le dosi erano state distribuite a tutte le Ulss, tra la ‘1’ Dolomiti e la ‘9’ Scaligera. Il lotto veneto riguarda 41.300 dosi, di cui ne sono state usate 20.952. “Il blocco è precauzionale – ha sottolineato il presidente Luca Zaia – ma bisogna far veloci nel chiarire se il vaccino è causa, concausa o non c’entra niente con la morte”.

“Il provvedimento cautelare – spiega la procura – è stato attuato in quanto, sebbene allo stato non vi sia alcuna evidenza scientifica che permetta stabilire con certezza la sussistenza di fattori causali o concausali tra la somministrazione del vaccino AstraZeneca e il decesso di Sandro Tognatti, tuttavia la concomitanza temporale tra il decesso e la somministrazione del vaccino, unitamente all’assenza di patologie pregresse o concomitanti ‘gravi’, non può escludere, allo stato, la sussistenza di nesso eziologico tra i due fenomeni e la conseguente ravvisabilità del delitto ipotizzato”.

L’accertamento della sussistenza di tale nesso eziologico – prosegue la procura – “richiede necessariamente l’espletamento di un’autopsia, la quale stabilirà le cause del decesso”. Gli accertamenti, tuttavia, richiedono delle tempistiche che, “seppur accelerate a fronte della gravità del fenomeno, non collimano con la campagna di vaccinazione, che è tutt’ora doverosamente in atto. Occorre quindi evitare che la prosecuzione delle relative somministrazioni sull’intero territorio nazionale possa causare ulteriori conseguenze (lesive o mortali) che vanno certamente evitate finché non si raggiunge completa certezza in ordine alla non riconducibilità del decesso alla somministrazione”.

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