I magistrati contabili lombardi sono al lavoro sull’acquisto di mascherine e vaccini nel pieno dell’emergenza Covid. Non solo: c’è un’indagine di controllo sulla centrale di acquisto regionale Aria. Del resto tutti i magistrati sono impegnati nell’attività che riguarda l’emergenza sanitaria. Sono già assegnate una ventina di denunce, ma altre sono al vaglio di un esame preliminare.

A renderlo noto è stato il procuratore generale Luigi Cirillo, intervenuto all’inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile lombarda. Durante la quale è emerso come nel triennio 2017-19 la Lombardia abbia tagliato drasticamente le risorse autonome dedicate alla sanità che sono passate da 255 a 77,12 milioni di euro. Anche se non è facile fare i conti perché c’è un disallineamento tra i dati della contabilità regionale e quelli dei bilanci approvati dall’ente. Questo aspetto è stato messo in rilievo dal presidente della Sezione regionale di controllo per la Lombardia della Corte dei Conti, Maria Riolo, che nella sua relazione parla anche di scelte contabili che vanno “a discapito della trasparenza e immediata intellegibilità delle scelte allocative”.

Per quanto riguarda la centrale di acquisti, i magistrati contabili hanno aperto un fascicolo sulla “programmazione e gestione degli acquisti di beni e di servizi in ambito sanitario” da parte di Aria Spa. Di cui è all’esame anche la “concentrazione” che da luglio scorso ha riunito diversi enti che in precedenza gestivano gli appalti regionali. L’indagine è stata avviata il 24 settembre 2020, a integrazione della deliberazione del 20 febbraio 2020 ed è “tutt’ora in svolgimento”. Il procedimento, ha spiegato Riolo, intende verificare l’efficacia e l’efficienza della cosiddetta Consip lombarda. L’indagine, cnon è penale né ha rilevanza contabile fa riferimento al 2019.

Sulla spesa sanitaria, poi, è stata evidenziata la “contrazione delle risorse autonome messe a disposizione dalla Regione per il settore sanitario, pari nel 2019 a 77,12 milioni di euro, che sono risultate in costante e netta riduzione nell’ultimo triennio, considerato che lo stanziamento nel 2017 è stato di 255 milioni di euro e nel 2018 di 218,8 milioni”, ha sottolineato Riolo. Che rileva “una complessiva difficoltà di esame e riconciliazione dei dati estrapolati dai sistemi contabili regionali con quelli risultanti dai documenti ufficiali approvati dalla Regione”. Ed è stato notato “un uso estremamente ampio della voce residuale Categorie non previste dall’art. 20, in cui assumono portata preminente le movimentazioni relative alle partite di giro, contraddistinte dal carattere finanziario e tecnico di diverse poste a discapito della trasparenza e immediata intellegibilità delle scelte allocative”.

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