Gabriele Gravina confermato alla guida della FederCalcio per altri 4 anni: l’attuale presidente della Figc ha ottenuto la rielezioni con il 73,45% dei voti, battendo lo sfidante Cosimo Sibilia. Un risultato atteso, ma non in queste proporzioni. La strategia di Gravina evidentemente ha avuto successo: è riuscito a costruire un consenso ampio, dalle componenti tecniche (calciatori e allenatori) alla gran parte dei club professionisti, ma anche a logorare il suo avversario. “Grazie per la vostra dedizione, pazienza e disponibilità a condividere un percorso importante. Il secondo tempo della nostra partita sta per iniziare, ringrazio per la fiducia, per l’affetto. Il consenso e l’entusiasmo hanno consolidato l’elaborazione del progetto strategico. Non ci potevamo fermare e non ci fermeremo, non ci siamo tirati indietro facendo sacrifici. Sarà difficile e complesso e non senza tensioni. Ora è tempo di indossare gli scarpini e iniziare a giocare, sento già il fischio dell’arbitro, grazie”, ha detto Gravina appena rieletto presidente.

La corsa di Sibilia si ferma al 26,25%, pari a 132,17 voti. Non c’è stata la dichiarazione di voto collettiva dell’Associazione Italiana Arbitri che conta per il 2% e che, dopo il passaggio di consegne da Marcello Nicchi ad Alfredo Trentalange, aveva fatto trapelare la possibilità di scegliere la neutralità. Il risultato però dice anche che Sibilia, da presidente della Lega Nazionale Dilettanti, non ha ricevuto l’appoggio di tutta la Lnd, che da sola vale il 34% dei voti totali. La strategia di logoramento portata avanti da Gravina ha evidentemente dato i suoi frutti. L’accordo con l’AssoCalciatori, unito ai finanziamenti elargiti e ai successi oggettivi, come la ripartenza del campionato dopo il lockdown, hanno fatto il resto.

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