Nel pieno delle trattative per arrivare a un nuovo governo, proprio mentre i partiti discutono sul programma, uno strappo è avvenuto in casa 5 stelle. Il deputato Emilio Carelli ha annunciato il suo addio al Movimento e soprattutto l’intenzione di formare una nuova “componente moderata di centrodestra” che chiamerà “Centro-Popolari Italiani“. Il giornalista è stato tra i fondatori del Tg5, vicedirettore di Tgcom24 e poi primo direttore di SkyTg24. Nel 2018 è stato candidato con il Movimento 5 stelle e, soprattutto all’epoca del governo gialloverde, era considerato tra i più vicini a Luigi Di Maio e ai vertici M5s. E anche per questo il suo passo indietro viene considerato uno schiaffo all’ex ministro degli Esteri.

Una delle contestazioni di Carelli è il fatto di non essere stato abbastanza valorizzato. Eppure all’inizio fu tra i primi nomi proposti per la presidenza della Camera, poi sfumato, e il suo nome è stato fatto più volte per incarichi di responsabilità A luglio scorso c’era stata una prima rottura seria a proposito della nomina Agcom: Carelli sperava di essere il candidato 5 stelle, ma era stato costretto a tirarsi indietro per timore di essere scaricato da una parte del gruppo (in tanti segnalarono l’inopportunità della nomina). L’unico ruolo ricoperto nel Movimento però è stato quello di “facilitatore per i rapporti con la comunicazione”, posto blindato dallo stesso Davide Casaleggio. La notizia dello strappo ha lasciato sorpresa buona parte del Movimento, anche perché non era escluso che potesse entrare nel giro di nomine di un nuovo esecutivo e ora ci si chiede chi potrebbe seguirlo. Ma al tempo stesso, sul fronte opposto, la sua figura, proprio per il suo passato in Mediaset, non aveva mai ispirato fiducia a una buona fetta di parlamentari. Stando ai rumors sarebbero due i senatori pronti a fare le valigie: voci di corridoio fanno il nome di Orietta Vanin, che, interpellata in merito, non commenta.

Fino a ieri diceva “avanti con Conte”. Ora lancia una nuova formazione, ma sceglie il nome già preso – Nelle scorse ore erano circolate alcune voci sul possibile addio di Carelli, ma intercettato da Repubblica aveva smentito categoricamente. Quattro giorni fa aveva twittato: “No a veti su Italia viva. Avanti con Conte”. Oggi ha deciso di ufficializzare il suo passo indietro con una lettera e ha annunciato l’adesione al gruppo Misto: “Non senza sofferenza interiore annuncio la mia uscita dal gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle”, ha scritto in una nota. “In questo modo dico addio ad un Movimento che ha perso la sua anima”. si legge. “La mia decisione arriva dopo una lunga riflessione“. Ma Carelli non si fa solo da parte, ha anche annunciato la formazione di un nuovo progetto politico che guarda a destra. “Mentre entro nel gruppo Misto della Camera voglio propormi come aggregatore di una nuova componente “Centro – Popolari Italiani“, che potrebbe diventare una casa accogliente per tutti i colleghi che intendono lasciare il Movimento ma temono di restare isolati, ma anche per chi proviene da altri gruppi”. Il primo ostacolo per Carelli rischia di essere sul nome della sua componente, come ha segnalato l’ex parlamentare Pierluigi Castagnetti, ultimo segretario del Ppi e presidente dell’associazione dei Popolari che detiene il logo e il nome del partito: “‘Popolari Italiani’ è una denominazione che non potrà essere usata né dall’onorevole Emilio Carrelli né da altri, perché giuridicamente interdetto dal PPI. Il tribunale si è già espresso al riguardo”, ha detto all’Ansa.

Ad ogni modo, con o senza nome, sulla collocazione Carelli non ha dubbi: “Sarà una componente moderata, di centrodestra, che vuole rappresentare il primo passo verso la costituzione di un nuovo gruppo parlamentare che vorrei in sintonia col Ppe, sostenitore dell’Europa, della difesa dell’ambiente, del mondo delle imprese e della tutela dei lavoratori mettendo l’innovazione e la ricerca al centro delle proprie iniziative. Una iniziativa politica che intende dare voce a tutta quell’area moderata e liberale che guarda con diffidenza agli estremismi di ogni genere e che esige risposte concrete ai problemi reali”.

La lettera: “Troppe volte ho assistito a scelte sbagliate, persone sbagliate e incompetenti nei posti sbagliati che non ho condiviso” – Ho cercato di contrA pesare sulla decisione di lasciare il Movimento, ci sarebbero state le discussioni degli ultimi giorni per cercare un gruppo di “responsabili”: “Alla mia decisione”, ha detto, “ha contribuito anche il triste spettacolo di queste ultime settimane con il tentativo di compravendita di singoli parlamentare delle opposizioni o dei gruppi minori al solo fine di garantire la maggioranza, peraltro risicata, ad un governo che i voti non aveva più, ma anche l’inadeguatezza del piano di attuazione del Recovery fund”. Carelli ha anche detto di non essere stato più ascoltato: “La mia decisione arriva dopo una lunga riflessione”, ha chiuso, “ed un bilancio di questi quasi tre anni trascorsi in Parlamento, durante i quali ho cercato in tutti i modi di contribuire alla crescita e al benessere del Paese e a realizzare i valori fondativi del M5stelle nei quali credo e mi riconosco ancora e che continuo a portare nel cuore. Purtroppo il bilancio finale non è positivo. Troppe volte ho assistito a scelte sbagliate che non ho condiviso, persone sbagliate e incompetenti nei posti sbagliati che non ho condiviso. Ed ogni volta che ho cercato di esprimere il mio parere, di portare un contributo corroborato da oltre 40 anni di esperienza professionale, sono rimasto inascoltato”.

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