di Lorenzo Giannotti

Dopo l’inizio della crisi di governo più incomprensibile dell’orbe terracqueo, con centinaia di morti al giorno e un piano vaccinale straordinario da portare avanti, gli italiani, stremati e preoccupati, ne hanno fin sopra i capelli. Vedendo la propria classe dirigente dimenarsi come un’anguilla nelle calde stanze dei palazzi romani, senza sapere per quale motivo l’Italia è l’unico paese al mondo in cui si fa cascare il governo nel bel mezzo di una pandemia.

Ma c’è di più: non solo in Italia cade il governo nell’emergenza più grave dal dopoguerra a oggi, ma potrebbe darsi che dopo due settimana preziose buttate al vento, si ricostituisca un governo con la stessa maggioranza e il medesimo Presidente del Consiglio. Effetto del veto – “Mai più con l’irresponsabile Renzi” – decaduto dopo le consultazioni al Colle di Pd e Movimento 5 Stelle.

Riaprire le porte a colui che ha picconato il governo di cui faceva parte in nome del ponte sullo stretto, al soggetto che per una cascata di soldi liscia il pelo al principe saudita Mohammed bin Salman, le cui autorità secondo Amnesty reprimono “i diritti alla libertà d’espressione, associazione e riunione. Hanno vessato, detenuto arbitrariamente e perseguito penalmente decine di persone critiche nei confronti del governo”. Una crisi insensata, che sarebbe risolta in maniera ancor più stupida, financo indegna.

Un errore anche e soprattutto politico: disperdendo quel rimasuglio di credibilità che ancora insiste, stoico, nelle due forze che starebbero per riabbracciare il “Disturbatore d’Italia”, in nome di una responsabilità che non è mai stata cifra distintiva della nostra classe politica. Un Conte ter con dentro Renzi non solo sarebbe incomprensibile alla stragrande maggioranza dei cittadini, ma nascerebbe con i soliti vizi e le medesime problematiche (soprattutto una) che abbiamo visto quotidianamente nel Conte bis: per quanto potrebbe andare avanti?

Allora no, finché siete in tempo fermatevi. Non abbiate paura del voto. Presentatevi davanti agli italiani con un’alleanza chiara, compatta, progressista (insieme anche alla sinistra di Leu e compagni vari) imperniata sul nome di Giuseppe Conte (leader in testa ai sondaggi). L’unico modo per battere questa nostrana destra pericolosa è formare un nuovo bipolarismo, e accompagnare al fine corsa il peggio che la nostra politica abbia mai visto: colui il quale invidia il costo del lavoro dell’Arabia Saudita.

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