Non è stata certamente una semplice telefonata di conoscenza quella tra il neoeletto presidente americano, Joe Biden, e il suo omologo russo, Vladimir Putin. Come ha fatto sapere la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, i temi trattati nel corso del colloqui tra i due capi di Stato sono molto divisivi e su alcuni dossier il Democratico non ha esitato a manifestare la sua contrarietà per come il Cremlino li sta gestendo. Uno su tutti, l’avvelenamento del blogger dissidente russo, Alexei Navalny.

Sulle vicende riguardanti il principale oppositore di Putin, finito in carcere immediatamente dopo il suo rientro in patria dalla Germania, dove era ancora in convalescenza per l’avvelenamento dell’agosto scorso, Biden si è detto preoccupato.

Ma non si è limitato a parlare del caso Navalny. Nel corso del colloquio ha tirato fuori anche il dossier ucraino, altro punto sensibile per Mosca. E non ha risparmiato critiche, ricordando che Washington sostiene l’Ucraina di fronte “all’aggressione russa“.

Nonostante il tentativo di compiere ulteriori passi avanti riguardo al rinnovo del trattato New Start sugli arsenali nucleari, come proposto dallo stesso Biden, il presidente americano non ha evitato di affrontare la questione delle interferenze russe sulle elezioni Usa, dei cyberattacchi di Mosca, delle presunte ‘taglie’ per l’uccisione di soldati americani in Afghanistan.

Putin, dal canto suo, si è detto favorevole a una “normalizzazione” delle relazioni con gli Stati Uniti di Joe Biden, come comunicato dal Cremlino dopo la telefonata tra i due presidenti, ma è chiaro che, dopo i quattro anni di Donald Trump, durante i quali i rapporti con Mosca sono stati tutt’altro che tesi, con la nuova amministrazione i due presidenti dovranno rivedere significativamente i loro accordi.

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