Io Matteo Renzi l’ho conosciuto in una trasmissione su di una rete televisiva fiorentina alla fine della quale denunciò la dottoressa Patrizia Gentilini di Isde perché aveva sostenuto che gli inceneritori facevano male. Io ero in trasmissione e rimasi stupito dalla violenza verbale del “tipo”.

L’avevo già conosciuto in sede di Consiglio Provinciale di Firenze di cui era presidente notandolo per il suo estremismo a favore dell’inceneritore di Case Passerini a Firenze che lo portò a dichiarare che il referendum allora convocato dal comune di Campi Bisenzio e vinto a valanga dal “No” con una partecipazione di circa il 35% della popolazione era stata una vittoria del “Sì” perché la maggioranza non aveva votato.

E poi lo “Sblocca Italia” per trivellare da Nord a Sud il Bel Paese dando slancio a trivellazioni e a ogni sorta di abominio all’ambiente con strade, autostrade alta velocità e inceneritori, senza controllo nel segno di ciò che chiamava la “democrazia governante” attaccata aspramente da Eugenio Scalfari dai suoi editoriali de la Repubblica.

Ma non basta: l’articolo 35 famigerato per costruire oltre 15 nuovi inceneritori in Italia contro le raccolte differenziate che non a caso nella “sua” Firenze non superano il modestissimo 50%. Ha perso su questo: il suo inceneritore di Case Passerini è stato definitivamente sconfitto e l’articolo 35 è stato bloccato in via irreversibile. E che dire del suo referendum costituzionale che voleva imporre derive che gli italiani in grande maggioranza hanno ritenuto aprisse a derive autoritarie. Sulla democrazia deve stare solo zitto.

La sua democrazia è solo riferita all’obbligo di doverlo accettare nel suoi propositi “pane e fumo” e decisionisti. Parla, lui, di populismo quando raggiunse il suo fatuo splendore elargendo gli 80 euro a lavoratori che invece avrebbero solo voluto rinnovare i contratti. Basta demagogia!

Renzi, grande amico di Denis Verdini e di Maria Elena Boschi, deve ancora render conto dei suoi legami con circoli di potere, di fatto non trasparenti e amicizie con personaggi come l’onorevole Luca Lotti, legati a vicende non chiare con aree della magistratura compromesse con i decisori politici.

L’associazione Zero Waste Italy e il Movimento Politico ecologista Terra-Terra per la rivoluzione ecologica non sono a priori schierati con questo governo ma ritengono che su ambiente, inceneritori, Rifiuti Zero e Economia Circolare abbia comunque mantenuto una linea vicina allo Zero Waste e alla partecipazione dal basso di comitati e reti civiche. Renzi è uno sfascista a favore dell’economia lineare e dello spreco in rotta di collisione con il Pianeta.

Il sottoscritto è orgoglioso di aver contribuito in modo determinante alla sconfitta del “suo” inceneritore di Sesto Fiorentino che proprio grazie a questo oggi veleggia all’85% di raccolta differenziata. A lui, la scelta di farsi di aprire la strada a Matteo Salvini che ha in comune la passione per gli inceneritori e l’amicizia con Verdini a cui simultaneamente sono andati a far omaggi in galera.

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