Nuova botta per i negozi, soprattutto quelli più piccoli. Come prevedibile le chiusure a singhiozzo hanno avuto pesanti ripercussione su incassi e vendite. Come fa sapere l’Istat, a novembre le vendite al dettaglio hanno registrato una flessione in valore del 6,9% rispetto ad ottobre e dell’8,1% nel confronto su novembre 2019. La crisi è stata durissima nei piccoli negozi i cui incassi sono scesi di oltre il 12% mentre la grande distribuzione ha limitato le perdite ad un – 8,3%. Volano viceversa le vendite on line, in rialzo di oltre il 50% rispetto all’anno prima.

A livello di tipologie di prodotti scenario a due facce. Sono salite le vendite di alimentari (+1%) mentre i non alimentari scendono di oltre il 13%. La sintesi per i piccoli negozi non alimentari sfiora il meno 17%. Tra i non alimentari gli unici prodotti in crescita sono quelli informatici, telefonia e tlc (quindi ancora in qualche modo internet e on line) in rialzo del 28,7%. Tiene l’utensileria (+2%). Viceversa crollano le calzature (- 45,8%) e l’abbigliamento (- 37,7%). Mobili e arredamento calano del 12,4%. Flessioni vicine al 10% per i prodotti cosmetici, libri giornali e riviste.

Le restrizioni hanno “fortemente penalizzato la domanda di beni non alimentari, azzerando in molti casi le già deboli aspettative degli operatori di un possibile moderato contenimento delle pesanti perdite subite nei mesi primaverili. Solo i segmenti necessari ad affrontare il prolungato distanziamento, e cioè alimentazione domestica e tecnologia per le comunicazioni, sono riusciti a mantenere un andamento positivo: questo il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio sui dati Istat.

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