di Roberto Severoni

Gli equilibri mondiali si stanno modificando soprattutto in seguito alla crisi pandemica. Da una parte c’è l’Oriente che è riuscito ad evitare la seconda ondata e dall’altra l’Occidente che addirittura subisce la terza ondata. Non voglio entrare nel merito delle decisioni, dei mezzi usati, delle libertà concesse e negate; voglio leggere questi avvenimenti sotto la lente potentissima della legge della selezione naturale. Se quello che fai conduce a morte, ti estingue, chi sopravvive si evolve. Chiaro, semplice.

Il mondo occidentale, culla del consumismo e delle libertà individuali, non riesce ad affrontare questa emergenza, questa crisi, al contrario del modello orientale. L’idea della libertà senza vincoli ci sta conducendo ad una possibile estinzione.

Il successo di Donald Trump nelle elezioni del 2016 che lo hanno incoronato presidente è dovuto alla sua convinzione di poter riconsegnare agli Stati Uniti la supremazia economica. Ha tagliato i rapporti, le alleanze, gli accordi per eliminare i lacci che avrebbero impedito un nuovo e più forte sviluppo: ha promosso uno sviluppo autarchico, un modello che alla fine l’ha portato a dichiarare guerra al mondo, un modello violento con effetti immediati ma non duraturi.

Trump è stata la risposta statunitense alla crisi determinatasi per l’impatto che ha avuto con il modello orientale, cinese soprattutto, nel mondo socioeconomico.

Tutti noi dobbiamo fare i conti con questo nuovo modello, un modello vincente in molti campi, vincente per il controllo più incisivo dei parametri che regolano l’economia e la società. Proprio questo modello ha permesso, dopo tre mesi di pandemia, una ripartenza che noi occidentali speriamo di attuare affidandoci unicamente ai vaccini.

Gli orientali sono più seri, più lavoratori, più studiosi, pongono la qualità al centro di tutto, ma soprattutto hanno una visione che unisce i bisogni individuali a quelli della società. Non c’è possibilità di competere ora come ora.

Li si accusa di avere un regime oppressivo; la verità è che, spinti dalla presunzione della nostra superiorità storico culturale, financo economica, non conosciamo il loro mondo, mentre loro si sono integrati nel nostro. Questa deve essere una occasione di studio, di confronto per cambiare, soprattutto come sistema-paese.

Per poter affrontare una pandemia ci vuole organizzazione, velocità nel tracciamento e nei tamponi di controllo. La prima quarantena ci aveva dato la possibilità di iniziare la fase due del contenimento. Il risultato è sotto i nostri occhi: la macchina non ha funzionato anche se ci abbiamo provato.

È un fallimento che riguarda tutti noi a livello personale, riguarda chi non ha tenuto comportamenti prudenti anche a livello delle istituzioni, regionali in primis, ostacolate dalla burocrazia e dalle regole della privacy. E non parlo solo dell’Italia: è coinvolto tutto il mondo occidentale.

La macchina burocratico-sanitaria è stata favorita quando si è trattato di realizzare il lockdown, che in sé è abbastanza facile da realizzare, ma si è inceppata successivamente alle prime vere difficoltà, quando si è dovuta costruire una risposta più articolata.

La stessa cosa sta accadendo adesso con gli aiuti al mondo economico in fase di tracollo. Gli enormi poteri economici che ci sovrastano, più potenti delle singole nazioni, ci stanno condannando due volte, a livello sanitario ed economico. E il mondo non sarà più come prima perché mutato dalle leggi della selezione naturale.

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