Ben impacchettato, ben nascosto, è arrivato il regalone di Natale per i super ricchi statunitensi. Come scrive oggi il New York Times, le quasi 6mila pagine del maxi piano di aiuti all’economia da 900 miliardi di dollari approvato lunedì dal Congresso, conterebbero benefici per i soli ceti più abbienti, quantificabili in duecento miliardi di dollari. Poco meno di un quarto del totale e più di quanto destinato al resto della popolazione nella forma di un bonus di 600 dollari. In particolare 120 miliardi riguarderebbero il solo 1% più ricco della popolazione.

Nei dettagli il meccanismo con cui i ricchissimi vengono premiati è complesso ma nella sostanza è piuttosto semplice. Le società di cui sono proprietari hanno avuto negli scorsi mesi la possibilità di ricevere prestiti gratuiti dal governo in cambio dell’impegno a non licenziare. Decine di migliaia di imprese hanno fatto ricorso a queste linee di finanziamento, che complessivamente valgono circa 500 miliardi. La promessa era che questi prestiti sarebbero stati poi condonati. Naturalmente più la società è grande più sono le risorse a cui ha attinto. I finanziamenti erano concessi a tutti i tipi di impresa, compresi hedge fund o ricchi studi legali. Uno dei più importanti del paese Boies Schiller Flexner ha, ad esempio ricevuto 10 milioni di dollari. Non contente le società hanno però alzato la posta, chiedendo non solo che questo denaro fosse esente da tassazione ma anche che le spese effettuate fossero poi deducibili dalle tasse. E hanno ottenuto quello che volevano. Il gol del raddoppio.

Il testo del nuovo piano di aiuti è stato criticato sia da deputati della maggioranza che dell’opposizione che hanno avuto soltanto due ore di tempo prima di votare il testo di seimila pagine. Il sogno di qualsiasi lobby. Lo stesso presidente Donald Trump ha definito il piano una vergogna con stanziamenti insufficienti per la popolazione e ne ha chiesto la revisione. Va detto che nel corso del suo mandato i doni ai ricchissimi non sono mancati, ha cominciare dalla riduzione dell’aliquota massima per sui redditi dal 39,5 al 37% e quella sui profitti societari (che finiscono per la quasi totalità nelle tasche dei più benestanti) dal 35 al 21%.

“I membri del Congresso non hanno potuto leggere questo disegno di legge. Questa non è politica. È una presa di ostaggi”, ha twittato dopo il voto la democratica Alexandria Ocasio-Cortez. Nel piano ci sono molte cose buone, hanno sottolineato diversi deputati ma alcune cose “si sono intrufolate e sono sfuggite al controllo”. Oltre al pacco dono per ricchi e ricchissimi, misure a sostegno della popolazione, dei disoccupati e del sistema sanitario, il maxi il piano contiene anche una serie di misure bizzarre da far impallidire anche l’italico decreto milleproroghe, dai piani di sterminio del “calabrone assassino” a misure per sussidiare le corse di cavalli.

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