“Sono bloccata qui da tre giorni con i miei tre figli, uno è epilettico e l’altro in carrozzella perché autistico. Non possiamo restare oltre, i bambini hanno bisogno dei loro farmaci e della loro casa. La cosa che mi fa più rabbia? Gli arei Alitalia che la stessa sera che ci hanno lasciato all’aeroporto sono rientrati a Milano, vuoti”. Tra i tanti appelli degli italiani bloccati a Londra da domenica alcuni sono particolarmente drammatici. Josephine Yousseif, metà italiana e metà egiziana è una delle tante vittime della sospensione dei voli decisa dal governo, come dalla maggioranza dei paesi europei, per limitare il contagio con la nuova variante aggressiva del Covid emersa nella capitale britannica e nel sud-est dell’Inghilterra. Visto la sua condizione ha deciso di fare un video-appello per chiedere urgentemente una soluzione per garantire cure e serenità ai suoi figli, due dei quali affetti da gravi problemi di salute. Josephine era arrivata domenica da Milano per riprendere i figli, che si trovavano a Londra con il padre, e riportarli, come da accordi, a casa per Natale. La mamma era andata “con un volo e in connection area, non siamo mai usciti dall’aeroporto, e io non sono mai stata su territorio inglese. Mi trovo ancora nel servizio ristoro internazionale. Dovevo solo riprendere un volo dopo due ore. Atterrata a Heathrow ed è scoppiato il finimondo. La cosa che fa più rabbia è che gli arei Alitalia la stessa sera che ci hanno lasciato all’aeroporto sono rientrati a Milano vuoti”, racconta. “E ieri tutto il giorno partivano voli con Iberia e rimpatriavano tutti i cittadini spagnoli. Noi invece no”, dice ancora. Tutti quelli che presentano passaporto spagnolo o possono provare di avere un parente spagnolo – spiega – li imbarcavano per Madrid, noi siamo ancora qui. “Non ho mai postato nulla, non uso molto i social ma farei di tutto per tirare fuori i miei figli da questo inferno”.

Memoriale Coronavirus

Oggi in Edicola - Ricevi ogni mattina alle 7.00 le notizie e gli approfondimenti del giorno. Solo per gli abbonati.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Successivo

Spostamenti a Natale, la circolare del Viminale ai prefetti: “Controlli lungo le strade e all’interno delle aree cittadine”

next