Giulio Regeni e Patrick George Zaki al centro della risoluzione non legislativa sui diritti umani in Egitto adottata al Parlamento europeo il 18 dicembre, che chiede la piena collaborazione delle autorità egiziane con l’Italia per il caso del ricercatore friulano torturato e ucciso al Cairo nel 2016. Per il giovane egiziano in Erasmus a Bologna l’Eurocamera ha chiesto l’immediata scarcerazione.

Intanto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha annunciato che porterà in Europa il caso di Regeni il prossimo “25 gennaio, la tragica data dell’anniversario della scomparsa” in occasione del Consiglio degli Affari esteri dell’Unione Europea. “Porteremo la discussione in quella sede, sentirò Borrell nei prossimi giorni, e lavoreremo alla discussione che permetterà e darà l’occasione a tutti gli Stati membri di prendere posizione”, ha precisato il responsabile della Farnesina.

Il testo adottato dal Pe – con 434 sì, 49 contrari e 202 astenuti – chiede un’indagine indipendente e trasparente su tutte le violazioni dei diritti umani in Egitto, per assicurare che i responsabili siano chiamati a risponderne. L’Eurocamera invita inoltre l’Unione europea ad avvalersi di tutti gli strumenti a disposizione per rispondere alle gravi violazioni, inclusa la possibilità di adottare misure restrittive nei confronti di funzionari egiziani di alto livello responsabili di quelle più gravi. Ai Paesi Ue viene chiesto di astenersi dal concedere riconoscimenti ai leader politici responsabili di violazioni dei diritti umani ed il blocco di tutte le esportazioni di armi verso l’Egitto, tecnologie di sorveglianza e qualsiasi attrezzatura che possa essere utilizzata per reprimere le minoranze e i difensori dei diritti umani.

In particolare su Regeni gli eurodeputati fanno riferimento all’annuncio del 10 dicembre in cui i procuratori di Roma hanno affermato di disporre di prove inequivocabili sul coinvolgimento di quattro agenti delle forze di sicurezza dello Stato egiziano nel rapimento e nell’omicidio del ricercatore italiano, nonostante gli ostacoli alle indagini da parte delle autorità egiziane. Gli eurodeputati chiedono all’Ue di esortare le autorità egiziane a collaborare e fornire gli indirizzi di residenza dei quattro agenti indagati, come richiesto dalla legge italiana, ed esprimono “sostegno politico e umano” alla famiglia di Giulio nella ricerca della verità, ricordando come questa sia un “dovere imperativo delle istituzioni nazionali e dell’Ue”, chiamata ad adottare inoltre le azioni diplomatiche necessarie.

“Vogliamo verità per Giulio Regeni, e che gli assassini vengano consegnati alle autorità italiane”, ha twittato il presidente del Parlamento europeo David Sassoli. E “vogliamo che Patrick Zaki torni libero per riabbracciare i suoi familiari”. Il giovane studente è detenuto nel carcere di Tora ed è accusato di propaganda sovversiva, istigazione alla protesta e istigazione al terrorismo. Gli eurodeputati chiedono il ritiro di tutte le accuse a suo carico, oltre all’attuazione di una reazione diplomatica ferma, rapida e coordinata da parte dell’Ue.

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