Il temuto esodo, con code infinite, assembramenti inevitabili e strade bloccate? Per ora non c’è. È iniziato l’ultimo fine settimana prima di Natale, che è anche l’ultimo prima della stretta agli spostamenti tra Regioni e comuni imposta dal Dpcm e che scatterà il 21 dicembre. Molti, per motivi di studio o di lavoro, non si sono potuti muovere prima di questo weekend e si mettono in viaggio tra venerdì 18 e domenica 20. Per questo il Viminale ha pianificato una serie di controlli per evitare assembramenti su strade e autostrade, nelle stazioni, nei porti e negli aeroporti. Tutti i luoghi che rischiano di essere presi d’assalto, come ha sottolineato il capo della polizia, Franco Gabrielli, in una circolare inviata ai questori. Code e traffico intenso sulle autostrade e ai caselli per uscire dalle città, come a Milano. I posti sull’alta velocità di Trenitalia, lungo la direttrice nord-sud, sono quasi tutti esauriti, con aumento del traffico dei passeggeri già a partire da giovedì, anche se la situazione nelle stazioni resta sotto controllo perché il numero di posti è ridotto della metà e il numero di convogli di un terzo. Code anche negli aeroporti di Milano, Malpensa e Linate, ma con numeri neanche lontanamente paragonabili a quelli abituali di traffico in questi aeroporti.

Bisogna infatti sottolineare che le persone in movimento rispetto agli altri anni sono molte meno. L’offerta dei Frecciarossa è ridotta al 30% per le misure anti Covid: invece dei 300 convogli quotidiani dell’epoca pre-pandemia, sono solo 90 i treni in circolazione. Tutti, compresi i regionali e gli intercity, viaggiano al 50% della capienza. Per quanto riguarda gli aerei, a Linate e Malpensa saranno circa 80 mila i passeggeri nel week-end, un quarto in più dell’intera scorsa settimana, ma comunque l’88% in meno dello scorso anno. Code scorrevoli ai tornelli della Stazione centrale di Milano e controlli già iniziati da parte della Polfer a Napoli Centrale, con 150 agenti che filtrano gli arrivi e ritirano le autocertificazioni che saranno poi controllate a campione. Niente di paragonabile a quello che accadde nella notte fra il 7 e l’8 marzo, quando la Lombardia divenne zona rossa e ci fu l’esodo di persone che si affrettavano per uscire dai confini regionali.

Traffico e code nel pomeriggio di venerdì 18 si sono registrati sulle autostrade per chi voleva raggiungere la Liguria. Coda di 13 chilometri sull’A1 per un incidente fra Piacenza e Fiorenzuola. Sabato mattina prima delle 10 si è creata una coda di 9 chilometri per traffico intenso all’ingresso dell’autostrada del Sole a Melegnano, per uscire dalla città di Milano verso Sud. Smaltita poi nel giro di un’ora, quando la situazione è tornata scorrevole. Anche in Veneto c’è chi si prepara alla “fuga” dai confini regionali per sfuggire al lockdown del presidente Luca Zaia, che ha anticipato il governo vietando ogni spostamento tra Comuni dalle 14 in poi, dal 19 dicembre fino al 6 gennaio. Se già nel pomeriggio di venerdì si assiste a scene da esodo in stazione a Padova, con l’assalto ai treni diretti a Napoli e in altre città del Sud, sono molti i cittadini che partono in macchina per raggiungere le seconde case in montagna dove hanno deciso di passare le vacanze, anche senza sci.

Per tutta la giornata di venerdì a Bari e in Puglia sono arrivati dalle città del Nord Italia e da Roma treni con a bordo poche decine di viaggiatori. In Sicilia sono attese 70 mila persone di ritorno, molte delle quali hanno già prenotato il tampone. Il prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, ha assicurato che “saranno rafforzati i controlli su stazione e aeroporti in vista dell’esodo di Natale”, ma che il sistema “è ormai collaudato: sono previste le autocertificazioni, che sono un modo per semplificare le cose al cittadino”. Tranquilla la situazione in Stazione centrale a Milano, dove arrivano passeggeri con grandi valigie. Molti gli studenti universitari o le persone sole, poche invece le famiglie. Per un totale stimato di 200mila persone. E il governatore, anche ieri, non sembra aver azzeccato la previsione: “Come era facile prevedere, è iniziato l’esodo per le festività natalizie – ha commentato venerdì Attilio Fontana – Continuo a chiedermi perché il 21-22 e 23 dicembre non sia stato consentito muoversi, evitando così questi affollamenti dell’ultim’ora”. Nel frattempo, il prefetto di Milano Renato Saccone ha presieduto una videoconferenza per evitare assembramenti alla ripresa il 7 gennaio.

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