È definitivamente crollata anche l’ultima, flebile, speranza che era rimasta a Donald Trump di ribaltare il risultato delle elezioni presidenziali dello scorso 4 novembre, che hanno decretato la vittoria del democratico Joe Biden. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha infatti respinto il ricorso del Texas per invalidare i risultati elettorali nei quattro stati chiave che hanno dato la vittoria a Biden. Uno smacco per Trump, dal momento che tutti e nove i giudici supremi hanno espresso parere contrario, anche i tre giudici nominati proprio da Trump Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh e Amy Coney Barret.

In un breve ordine, la Corte Suprema afferma che lo stato del Texas non ha nessun diritto legale di contestare “il modo in cui un altro Stato svolge le proprie elezioni”. Allo stesso modo vengono dismesse tutte le mozioni che erano state presentate a sostegno di quella del Texas da 18 stati guida repubblicana e ben 126 deputati repubblicani. Nei giorni scorsi la Corte aveva analogamente bocciato un ricorso dei repubblicani della Pennsylvania per annullare la vittoria di Biden nello stato, dove ha vinto con un vantaggio di 81mila voti. “È stato respinto in modo deciso e rapido l’ultimo attacco di Donald Trump e dei suoi alleati al processo democratico”, ha commentato il portavoce della campagna di Biden, Michael Gwin.

Insomma, quest’ultima sentenza sembra destinata quindi a mettere una pietra tombale sulle speranze di Trump di rovesciare – termine da lui stesso usato su Twitter – l’esito elettorale, anche per l’avvicinarsi della data del 14 dicembre, giorno in cui il Collegio Elettorale, con le riunioni dei 538 grandi elettori in tutti gli Stati, ratificherà in modo definitivo la vittoria di Biden con 306 voti elettorali contro i 232 di Trump. Nel difendere le procedure elettorali varate per permettere il voto per posta durante la pandemia, che il ricorso del Texas definiva incostituzionali, i quattro stati attaccati hanno usato parole molto dure contro quello che l’attorney general della Pennsylvania ha definito “un abuso sedizioso del processo giudiziario” facendo riferimento alla decine e decine di “ricorsi infondati e tesi ad invalidare il voto di vaste porzioni di elettori e minare la legittimità delle elezioni”.

Ma Trump non sembra intenzionato a cedere: “La Corte Suprema veramente ci ha deluso. Nessuna saggezza. Nessun coraggio!”, ha scritto su Twitter. E in un successivo tweet, ha continuato a contestare la sua “presunta sconfitta”, rivendicando il fatto di essere “il presidente in carica che ha preso più voti della storia americana”, ma evitando di scrivere che Joe Biden ha preso oltre sette milioni di voti in più. “Elezioni truccate, continuiamo a combattere”, ha poi aggiunto accusando la Corte di aver “respinto il caso senza neanche guardare i tanti argomenti che erano stati presentati” dai “meravigliosi Stati”, il Texas ed altri 17 a guida repubblicana.

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