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Verbania, corruzione e frode da 2,8 milioni: quattro arresti per i lavori del palazzetto dello sport di Gravellona Toce

Al centro dell'inchiesta c'è l'appalto pubblico del valore di 2,8 milioni di euro per l'impianto sportivo di Gravellona Toce: le quattro persone arrestate sono i due referenti della società aggiudicataria dell'appalto e i due incaricati della direzione dei lavori dal Comune, estraneo alla vicenda
Verbania, corruzione e frode da 2,8 milioni: quattro arresti per i lavori del palazzetto dello sport di Gravellona Toce
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Corruzione, truffa ai danni dello Stato e falso in atto pubblico. Sono queste le ipotesi di reato a carico di 4 persone coinvolte nei lavori di completamento del palazzetto dello sport di Gravellona Toce, nel Verbano Cusio Ossola, e finite ora agli arresti domiciliari. L’indagine è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Torino e della procura di Verbania e ha portato anche al sequestro di denaro e beni per 140 mila euro. Al centro dell’inchiesta c’è l’appalto pubblico del valore di 2,8 milioni di euro per l’impianto sportivo di Gravellona Toce: le quattro persone arrestate sono i due referenti della società aggiudicataria dell’appalto e i due incaricati della direzione dei lavori dal Comune, estraneo alla vicenda.

Dalle indagini è emerso che i responsabili della direzione dei lavori, in qualità di pubblici ufficiali e all’insaputa del Comune di Gravellona Toce, si sono adoperati per far conseguire indebiti e illeciti margini di profitto all’impresa aggiudicataria dell’appalto: è emersa, infatti, la commistione di interessi tra i 2 referenti della società torinese aggiudicataria dell’appalto e i 2 soggetti incaricati dal Comune della direzione dei lavori. Nel corso delle investigazioni, durate oltre un anno, le Fiamme Gialle hanno monitorato anche lo scambio di 2.500 euro in contanti tra l’imprenditore e il direttore dei lavori, somme sottoposte a sequestro e che rappresenterebbero una parte del prezzo della corruzione.

Aggiornamento dell’11 gennaio 2023

Il pm, al termine delle indagini, ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta e il gip Rosa Maria Fornelli l’ha accolta in quanto non ci sono elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio. Il decreto è stato notificato ai difensori.

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