Quando lo scorso settembre esplose il caso Suarez e l’esame “farsa” di italiano in molti si chiesero cosa rischiasse la Juventus. La risposta fu nulla o quasi perché nessun tesserato era stato iscritto nel registro degli indagati di Perugia. Con il salto di qualità dell’inchiesta, che ora vede indagati tra gli altri il responsabile dell’area sportiva Fabio Paratici e due legali della società bianconera, il procedimento sportivo, aperto dalla Figc, potrebbe avere tutt’altro destino rispetto alle ipotesi di settembre. C’è un articolo, il 32 del codice di giustizia sportiva, che ha il comma 7 che si attaglia proprio a questo caso ovvero: “Le società nonché i loro dirigenti, tesserati, soci e non soci di cui all’art.2, comma 2, che compiano direttamente o tentino di compiere ovvero consentano che altri compiano atti volti ad ottenere attestazioni o documenti di cittadinanza falsi o comunque alterati al fine di eludere le norme in materia di ingresso in Italia e di tesseramento di calciatori extracomunitari, ne sono responsabili applicandosi le sanzioni di cui ai successivi commi 8 e 9″. Sanzioni che variano a seconda della gravità del caso ovvero dall’ammenda con diffida, la penalizzazione di uno o più punti in classifica, retrocessione all’ultimo posto in classifica del campionato di competenza, esclusione dal campionato di competenza.

La parola quindi ora spetta procuratore federale, Giuseppe Chinè, che dovrà ora valutare se sulla base degli ultimi sviluppi esistano elementi per un illecito sportivo. Per un eventuale coinvolgimento, come aveva spiegato lo scorso a ilfattoquotidiano.it l’avvocato Cesare Di Cintio, uno dei massimi esperti di diritto sportivo in Italia, “è necessaria la prova della consapevolezza e dell’attiva azione della Juventus per facilitare l’esame di una persona che al momento non è un tesserato”. In passato ci sono stati altri casi riguardanti la cittadinanza di giocatori: per esempio la vicenda battezzata Passaportopoli, risalente al 2001, nell’ambito del quale Alvaro Recoba, giocatore dell’Inter ma anche decine di altri giocatori, furono sanzionati dalla giustizia sportiva. Ci fu il caso Luciano-Eriberto, il giocatore del Chievo con nome ed età falsi. Quei giocatori però giocavano nel campionato italiano.

La Juventus, che secondo le cronache sportive era in trattativa per far vestire all’attaccante la maglia bianconera, però non ha più ingaggiato il campione e nel giro di pochi di giorni, a settembre, decise cambiare obiettivo, puntando prima su Edin Dzeko e poi facendo arrivare a Torino l’ex Alvaro Morata. Perché la trattativa era stata bruscamente interrotta? Ufficialmente la motivazione erano le lungaggini burocratiche nell’iter che avrebbe portato Suarez a ottenere la cittadinanza, necessaria per poterlo ingaggiare come calciatore comunitario entra la fine del mercato, fissata per il 5 ottobre. Ma i pm di Perugia indagano anche per rivelazione di segreto.

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