Un materasso nero senza lenzuola, un televisore incellofanato e rovesciato, le finestre senza tapparelle, un piccolo cucinino con panini mezzi mangiati e per terra buste di plastica cono gli effetti personali. “Se avessi visto dove viveva Diego, saresti morto anche tu”, ha confidato al telefono l’ex moglie Claudia Villafane a un amico, Oscar Ruggeri, secondo il Corriere della Sera. L’ultima stanza in cui Diego Maradona ha vissuto prima di morire, descritta dal quotidiano di via Solferino, si trova in una casa del ricco quartiere di San Andres, a Tigre, città a nord di Buenos Aires. Maradona dormiva vicino al biliardo. “Non poteva salire le scale”, si giustifica il suo avvocato Matias Morla.

Per la morte di Maradona, al momento, sono indagati i due medici personali Leopoldo Luque e Agustina Cosachov. Secondo fonti della polizia, tutto nel posto era molto precario, non c’era traccia di assistenza e cure domiciliari. “Una gestione disastrosa”. I magistrati stanno controllando i cellulari degli indagati, il tablet, il notebook e i ricettari sequestrati negli studi. Si indaga su un presunto cocktail di psicofarmaci prescritto senza tener conto dei problemi cardiaci di Maradona e che potrebbe averlo stroncato.

“Può sembrare forte dire che l’hanno lasciato morire, ma è così”, dice tramite il suo avvocato l’infermiera Gisela Madrid. Per procedere, gli inquirenti aspettano gli esami delle urine e dei tamponi prelevati post mortem durante l’autopsia e che richiedono ancora tempo per essere processati e analizzati.

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