A 24 ore della richiesta da parte dell’azienda Moderna all’autorizzazione all’uso in emergenza del candidato vaccino anti Covid, anche Biontech e Pfizer hanno presentato la richiesta di autorizzazione all’Ema, l’Agenzia europea per i farmaci. Ed entro una settimana anche AstraZeneca consegnerà la documentazione per l’approvazione del candidato vaccino di Oxford alle agenzie regolatorie. “La capogruppo AstraZeneca sta predisponendo tutta la documentazione, tutto il pacchetto da consegnare alle agenzie regolatorie – a affermato Piero Di Lorenzo, presidente e amministratore delegato di Irbm Pomezia, che collabora allo sviluppo Cusano Italia Tv. -. Confido che entro una settimana questo pacchetto sarà pronto e consegnato”.

Sono diverse decine i candidati vaccini in fase avanzata di sperimentazione clinica senza dimenticare lo Sputnik V russo su cui però ci sono perplessità da parte della comunità scientifica. Gli scienziati sono concordi che quando i vaccini saranno autorizzati dagli enti regolatori “sarà solo l’inizio della fine della pandemia” e per raggiungere la percentuale del 75% necessaria a creare l’immunità ci vorrà tempo, organizzazione e una maggiore cultura scientifica.

I produttori, finanziati come non mai dai governi di tutto il mondo, forniscono i dati man man che vengono raccolti dalle agenzie in modo che, a sperimentazione terminata, l’analisi per l’approvazione possa essere ancora più veloce. Per lo sviluppo di un vaccino i tempi richiesti sono sempre molto lunghi, a volte anche anni. Ma per prevenire Covid 19 uno o più vaccini potrebbero essere pronti entro la fine dell’annose dovessero arrivare le autorizzazioni. Questo però non significa che avremo sconfitto il nemico, ma che saremo all’inizio della battaglia: una campagna vaccinale implica oltre al prodotto, l’organizzazione, il personale, le sedi. Senza dimenticare che cura e vaccino sono e saranno un business che prevede negoziati segreti, conflitti di interesse e anche manleva sugli effetti avversi. Con le case farmaceutiche che hanno trattato perché eventuali danni siano pagati dai governi.

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