“Vorrei ricordare che la riforma del trattato è stata finalizzata dal governo precedente. Carta canta. E che l’impatto di un accordo sui mercati sarebbe molto negativo invece se fosse bloccato da un veto, soprattutto un veto dell’Italia, che sarebbe in violazione dell’indirizzo parlamentare”. È uno dei passaggi dell’attesa audizione del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, sulle trattative di modifiche del Meccanismo europeo di stabilità. “La mia posizione finale sarà in linea con le indicazioni del Parlamento: il mandato per me è estremamente chiaro e agirò per difendere gli interessi dell’Italia”, afferma Gualtieri che elenca quali saranno le richieste del governo italiano al tavolo europeo: “L’impegno sui rischi di Livello 2 e 3, la contestualità e non il principio di ‘sequency’, sarà per noi fondamentale che non ci sia nessuna richiesta di interventi correttivi alle banche italiane”.
Alle proteste del deputato della Lega, Claudio Borghi, che prova a interromperlo, Gualtieri replica che “è stata tolta la ‘condizionalità’ iniziale ed è positivo che si sia ripartiti da zero; se diversi aspetti del pacchetto sono andati avanti è positivo perché abbiamo finalizzato le componenti più rilevanti, mentre sulle criticità abbiamo fermato l’impostazione e le stiamo ridefinendo”. Sul Mes – conclude Gualtieri – “l’ultima parola spetterà che al Parlamento italiano che sarà sovrano” e la riforma del Mes entrerebbe in vigore solo dopo la ratifica parlamentare. “Fino a gennaio 2022 non succederà nulla”.

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