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“Rinunciamo alla messa per due settimane”: il vescovo di Pinerolo sospende le celebrazioni della domenica fino al 22 novembre

"A noi cristiani non è stato chiesto di sospendere le messe, ma io vi chiedo di fare uno sforzo in questo senso per due settimane". Il vescovo di Pinerolo sospende le celebrazioni nella sua diocesi e si rivolge ai fedeli: "Chiudiamo per aprire, nel nome di una chiesa meno ripetitiva, meno individualistica, meno autocentrata" . In primavera era finito in terapia intensiva a causa del Covid
“Rinunciamo alla messa per due settimane”: il vescovo di Pinerolo sospende le celebrazioni della domenica fino al 22 novembre
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Il vescovo della diocesi di Pinerolo a Torino, Derio Olivero, ha deciso di sospendere le messe domenicali per le prossime due settimane, cioè fino al 22 novembre. A questa decisione, si legge nel comunicato scritto in accordo con la chiesa valdese, “siamo pervenuti congiuntamente con la volontà di dare a questo gesto una valenza ecumenica e di testimonianza civile“. Come riporta da Repubblica, il vescovo si è poi rivolto direttamente ai fedeli con un ulteriore appello: “Questa estate avevamo pensato che la pandemia fosse alle nostre spalle, invece siamo nella stessa situazione, se non peggio. Ci sono tantissimi contagi e tanti malati in ospedale anche in terapia intensiva. A tutti vengono chiesti sacrifici enormi: ai giovani, ai ristoratori, ai commercianti, che ne avevano già fatti tanti per adeguarsi alle norme. A noi cristiani non è stato chiesto di sospendere le messe, ma io vi chiedo di fare uno sforzo in questo senso per due settimane“. Un “sacrificio” – aggiunge Olivero nella lettera, pubblicata dalla free press della diocesi valdese – che paragona a quelli sopportati dai “giovani che non possono andare a scuola, non possono trovarsi per fare sport o per chiacchierare la sera; dai ristoratori e da quanti hanno dovuto chiudere le loro attività lavorative“.

Don Derio Olivero nella lettera si dice consapevole che molti forse non saranno d’accordo, “ma, spiega, la nostra identità sta nella nostra capacità di seguire Gesù Cristo. Lo so, abbiamo bisogno di lui. Non possiamo radunarci in chiesa, ma possiamo farlo a casa, con i familiari, i figli e i nipoti, dedicando più attenzione alle relazioni“. “Chiudere per aprire”, è il messaggio che il vescovo manda in ultimo ai fedeli nella lettera, “nel nome di una chiesa meno ripetitiva, meno individualistica, meno autocentrata”.

L’appello arriva dopo che il vescovo già nelle scorse settimane aveva contestato la scelta del governo di lasciare la possibilità di celebrare regolarmente le messe: “A mio giudizio sarebbe bello dare un segno di vicinanza a tutti coloro che devono chiudere e scegliere noi stessi, come chiesa, per due o tre domeniche, di sospendere le celebrazioni”. Don Derio Olivero all’inizio dell’epidemia, la scorsa primavera, era stato colpito dal Covid. Ricoverato in ospedale, era peggiorato fino a essere trasferito in terapia intensiva. Anche papa Bergoglio lo aveva chiamato. Ristabilitosi, si è esposto nel promuovere la battaglia contro il coronavirus e ora, come riporta Repubblica, potrebbe fare da apripista nella scelta di sospendere le messe nella stagione dell’Italia a tre colori.

(credits immagine: Vita diocesana pinorelese)

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