La televisione, si sa, è una brutta “bestia”. Cosa non si fa per l’Auditel e per qualche punticino di share in più… Spesso si punta alla tv del dolore, in particolar modo in questi tempi dove il dolore è ovunque, dove i morti all’ordine del giorno a causa del Covid-19 sono in crescita e spaventosi. C’è, a volte, la gara per premere il tasto dell’emotività del pubblico a casa. Più si piange e meglio è, più si mette sotto shock il telespettatore e più i dati Auditel premiano un programma o l’altro. Questo almeno in teoria. Ma ci sono anche rare eccezioni. C’è anche un momento in cui si mette da parte la pornografia dei sentimenti, per dare spazio all’eleganza del ricordo, alle parole dolci ma con una punta di riservatezza d’altri tempi, il miglior modo per salutare un artista.

È quello che è successo a “Domenica In” con Mara Venier che ha dedicato il primo blocco del contenitore pomeridiano di Rai Uno completamente a Stefano D’Orazio, batterista storico dei Pooh scomparso lo scorso 6 novembre a soli 72 anni per complicazioni legate al Covid-19. La conduttrice ha ospitato Red Canzian e Roby Facchinetti, fratelli artistici di Stefano, Paolo Ruffini che ha iniziato la sua carriera a teatro proprio in un musical dell’artista e poi il giornalista ed esperto di musica Marino Bartoletti. La padrona di casa ha subito spiegato che ha avuto la triste notizia proprio da Red che l’ha chiamata la sera stessa della morte di D’Orazio. L’artista, infatti, sarebbe dovuto essere ospite in studio per ripercorrere la sua carriera. Red Canzian prima è intervenuto da casa e poi Roby Facchinetti, con la voce rotta dall’emozione, ha chiamato al telefono. Entrambi hanno ricordato Stefano D’Orazio con una eleganza unica, con rispetto e vera amicizia. Tra un sorriso e una punta di rabbia. “È un virus bastardo, nessuno si merita questo. Le vittime vengono uccise da un virus come animali, non abbiamo potuto fare niente. È morto da solo in rianimazione con la moglie distante da lui”, ha ricordato Canzian.

Una gran bella pagina di televisione con Mara Venier che ha cercato di non cedere alla commozione per accompagnare le parole degli amici di Stefano D’Orazio, fino all’ultimo tra una canzone e l’altra per regalare più di un’ora di ricordi velati da malinconia ma con in sottofondo un sorriso. “Perché D’Orazio non era solo il batterista dei Pooh ma era anche il cuore pulsante della band, il metronomo, l’amico di tutti”, ha detto Marino Bartoletti.

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