Informazioni generali, Comportamenti e distanziamento, Centri per disabili e Lavoro. Sono le nuove quattro sottosezioni delle risposte alle domande frequenti (FAQ) pubblicate sul sito dell’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità presso la Presidenza del Consiglio. Di fronte al peggioramento progressivo della situazione della pandemia di Sars-Cov-2, è stato aggiornato il portale dedicato alle politiche a sostegno dei disabili, con una nuova finestra ad hoc dedicata alle domande frequenti sulle misure per le persone con disabilità.

Le linee guida anti-Covid rivolte in particolare alle famiglie dei disabili erano state pubblicate per la prima volta sul sito dell’Ufficio solo il 10 marzo, anche a seguito di proteste e sollecitazioni di chiarimenti da parte di associazioni e singoli che denunciavano l’isolamento di soggetti fragili senza informazioni specifiche.

Viene scritto ora sul sito istituzionale: “Le domande e le risposte sono aggiornate agli ultimi DPCM, agli ultimi Decreti-Legge e alle ultime ordinanze ministeriali. Per le norme in vigore in specifici territori, si rimanda ai siti istituzionali delle Regioni, delle Province Autonome e dei Comuni, che possono approvare regolamentazioni più restrittive di quelle nazionali”. Diversi sono i temi affrontati nelle nuove FAQ che interessano oltre 4 milioni di persone con disabilità o non autosufficienti che vivono in Italia secondo l’Istat.

Tra le varie indicazioni e suggerimenti, viene ribadita l’importanza di scaricare l’app Immuni, che è stata “sviluppata rispettando tutti gli attuali criteri di accessibilità” e c’è anche una sezione specifica dove vengono elencati tutti i fondi e i bonus destinati alle persone con disabilità. Ecco qui di seguito alcune risposte alle domande più frequenti.

INFORMAZIONI GENERALI
Sono una persona con disabilità, in quali casi ho diritto ad essere sottoposto a tampone per verificare eventuale contagio da Covid-19?

La valutazione sulla necessità o meno dell’esame viene effettuata caso per caso dalle Autorità Sanitarie. Contatta il tuo medico di base se ritieni di essere a rischio o manifesti i sintomi del Covid-19.

Le persone sorde o con ipoacusia, a chi devono rivolgersi per informazioni sul nuovo coronavirus?
Le persone sorde o con ipoacusia per avere informazioni possono utilizzare l’indirizzo email a loro dedicato 1500coronavirus@sanita.it

COMPORTAMENTI E DISTANZIAMENTO
Le persone con disabilità e i loro accompagnatori\operatori di assistenza devono rispettare la distanza di sicurezza di 1 metro?
Le persone con disabilità motorie o con disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva o sensoriale, problematiche psichiatriche o comportamentali, o non autosufficienti con necessità di supporto, possono ridurre la distanza di sicurezza anche al di sotto di 1 metro con i propri accompagnatori o operatori di assistenza (siano essi lavoratori volontari e non, parenti, conoscenti etc) nei luoghi pubblici (parchi, negozi, ristoranti etc).

Quali sono le regole per i lavoratori che assistono persone con disabilità o lavorano in case e strutture in cui sono presenti persone con disabilità?
È strettamente necessario attenersi alle misure di sicurezza per prevenire il contagio, tanto più che le persone con disabilità possono essere soggetti ancora più fragili. Per i lavoratori volontari e non, sanitari e non sanitari, ed i lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari che nello svolgimento della loro attività sono oggettivamente impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale di un metro, è obbligatorio indossare i dispositivi di protezione individuale le mascherine chirurgiche reperibili in commercio (i lavoratori sono autorizzati all’utilizzo di mascherine filtranti prive del marchio CE e prodotte in deroga alle vigenti norme sull’immissione in commercio). L’utilizzo delle mascherine da parte degli operatori non è obbligatorio nel caso sia incompatibile con il tipo di disabilità.

CENTRI PER DISABILI
In caso di chiusura dei centri diurni per disabili, sono garantite le prestazioni sanitarie fondamentali?
Sì. Le regioni e le province autonome hanno facoltà di istituire unità speciali atte a garantire l’erogazione di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie a domicilio. Inoltre, su decisione delle ASL e d’accordo con i gestori, i Centri in cui vengono effettuate prestazioni sanitarie indifferibili rimangono attivi a condizione che si possa garantire il rispetto delle previste misure di contenimento del virus.

Come posso verificare se nella mia Regione è attiva l’unità speciale per l’assistenza sanitaria a domicilio per le persone che frequentano i centri diurni per disabili?
Puoi verificarne l’attivazione contattando la tua Regionetramite i numeri verdi regionali dedicati.

L’assenza dalle attività del Centro durante l’emergenza ne comporta l’esclusione?
No. Se durante lo stato di emergenza ci si assenta dalle attività dei strutture sottoposte a chiusura o di quelle ancora aperte non si perderà il diritto a frequentare il Centro.

LAVORO
In quali casi si ha diritto allo smart working (o lavoro agile)?
I lavoratori dipendenti con disabilità cui è riconosciuta la condizione di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità cui è riconosciuta la condizione di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, hanno diritto allo smart working, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. Ai lavoratori del settore privato affetti da gravi e comprovate patologie con ridotta capacità lavorativa è riconosciuta la priorità nell’accoglimento delle richieste per lo smart working. Queste disposizioni si applicano anche ai lavoratori cui è stata certificata una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, e ai loro familiari conviventi.

A decorrere dal 16 ottobre e fino al 31 dicembre 2020, i lavoratori fragili di cui al comma 2 svolgono di norma la prestazione lavorativa in modalità agile, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto. Per ulteriori chiarimenti relativi alla Quarantena/sorveglianza precauzionale, alla Quarantena per ordinanza amministrativa e al Lavoro Agile,si rimanda al messaggio n. 3653 di INPS.

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