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Morte Fakir, il legale della famiglia: “Non era morto quando gli agenti si sono alzati, ma nessuno lo soccorre o lo slega”

L'avvocato Fabio Anselmo, durante la conferenza stampa promossa da Avs al Senato, invita ad ascoltare attentamente il video che riprende l'intervento della polizia e gli ultimi minuti di vita del 42enne
Morte Fakir, il legale della famiglia: “Non era morto quando gli agenti si sono alzati, ma nessuno lo soccorre o lo slega”
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C’è un’ipotesi che, se confermata, farebbe assumere alla vicenda della morte di Abderrahim Fakircontorni ancora più neri e terribili di quelli che non ha già”. A evidenziarla, durante la conferenza stampa promossa da Alleanza Verdi-Sinistra al Senato, è l’avvocato Fabio Anselmo. Per il legale della famiglia del 42enne deceduto dopo un intervento di polizia nel quartiere Pilastro di Bologna, Fakir potrebbe essere stato ancora vivo quando gli agenti – che lo avevano ammanettato – si sono alzati. Lo deduce analizzando le immagini registrate da un testimone, quelle che hanno ripreso l’intervento dei poliziotti, con il 42enne che veniva bloccato a terra mentre urlava e chiedeva aiuto. Poi il silenzio.

“Chiedo a voi di ascoltare il video molto bene e, all’ultimo, di ascoltarlo con le cuffie”, ha detto l’avvocato Anselmo durante la conferenza stampa alla quale ha preso parte anche Yossra Fakir, nipote della vittima. “Ciò che si desume da quel video – spiega – è che quando gli agenti si sono alzati” Abderrahim Fakir “era agonizzante, forse non era ancora morto e lo percepiamo dal dialogo degli operatori del 118 ascoltandolo bene”.

Da quello che si percepisce dalla registrazione i sanitari sembrano dire che il 42enne respira ancora. Ma cosa succede al quel punto? ” Nessuno lo soccorre, nessuno lo slega. Mi si spieghi il motivo per cui è rimasto legato, mani e piedi”, sottolinea l’avvocato. “Se questo fosse vero, tutta questa tragedia assumerebbe contorni ancora più neri e terribili di quelli che non ha già”, aggiunge Anselmo. Tanti dubbi sulle modalità di quell’intervento, come quelli sollevati da Mario Balzanelli, presidente della Società italiana sistema 118: se un medico fosse arrivato tempestivamente sul posto “con grande probabilità Abderrahim Fakir si sarebbe potuto salvare“, ha dichiarato all’Ansa.

Ombre che si aggiungono alle valutazioni sulle manovre utilizzate dai poliziotti per immobilizzare Fakir. “Quel tipo di manovra – sottolinea il legale – è una manovra pericolosa. È una manovra che deve essere effettuata in casi estremi e soprattutto deve essere immediatamente terminata, laddove il soggetto, così come viene definito negli atti amministrativi o negli atti giudiziari, non costituisca più un pericolo per nessuno. Questo non accade, purtroppo, quasi mai. È stato detto che sono state seguite le procedure. Queste sono procedure di morte, e le morti sono troppe. Siamo talmente lontani dai principi di diritto che la Corte Europea dei diritti dell’uomo ci insegna che da noi i si pensa allo scudo penale” conclude l’avvocato Anselmo.

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