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Animali sfruttati, lavoro minorile e condizioni di sicurezza carenti: l’inchiesta nei circhi. “Non si può parlare di mele marce”

Lo rivela un'inchiesta sotto copertura all'interno del circo Medini tra gennaio e maggio 2026, che mostra un sistema di sfruttamento nei circhi con tappe documentate nei comuni piemontesi di Alba, Settimo Torinese, San Benigno, Canavese, Venaria Reale e Condove
Animali sfruttati, lavoro minorile e condizioni di sicurezza carenti: l’inchiesta nei circhi. “Non si può parlare di mele marce”
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Bastonate, frustate, schiaffi, animali tirati per le orecchie e persino un bambino di 9 anni che lavora in mezzo agli adulti. Lo rivela un’inchiesta di un infiltrato anonimo, che ha catturato immagini all’interno del circo Medini che mostrano un sistema di sfruttamento nei circhi con tappe documentate nei comuni piemontesi di Alba, Settimo Torinese, San Benigno, Canavese, Venaria Reale e Condove, dove il circo era attendato tra gennaio e maggio 2026.

Le immagini sono state poi inviate a Lav e Fondazione Franz Weber, che hanno condotto un’inchiesta ad ampio raggio. Come sottolinea il Presidente di Lav Gianluca Felicetti, infatti, non si può parlare di “mele marce” e il Medini è “solo uno dei tanti circhi che usano e maltrattano gli animali, e non solo”. Da qui, una volta ricevute le immagini anonime, la decisione di “documentare e mostrare le condizioni esistenti in tutti i circhi”. Fra il materiale consegnato alle autorità si vedono dromedari maltrattati, animali in sofferenza mentre vengono bastonati, schiaffeggiati e costretti a restare sull’asfalto rovente o in gabbie minuscole.

Le immagini ritraggono anche bambini che colpiscono gli animali, emulando la violenza degli adulti. Tre minori di 11 anni e un bambino di 9 anni sono impegnati quotidianamente nelle attività e negli spettacoli. Il più piccolo ha raccontato che il padre gli vieta di esibirsi “perché dice sempre che c’è la polizia che non vuole che lavorino i bambini”, ma che in quella piazza “visto che sono amici di mio papà mi fanno lavorare. Il capo stazione della polizia era un compagno di scuola di mio papà”.

Anche le condizioni di sicurezza sul lavoro documentate sono carenti, con assenza di presidi e infiltrazioni d’acqua vicino ai cavi elettrici che causano un rischio d’incendio per il pubblico e i lavoratori. Operai e artisti, spesso privi di contratto, denunciano violenze fisiche e verbali da parte del datore di lavoro. Viene inoltre mostrata una gestione illecita dei rifiuti organici: feci e urina venivano abbandonati nei campi inquinando il terreno invece di essere smaltiti da aziende autorizzate.

L’associazione Lav intende l’inchiesta come un atto d’accusa “verso un sistema che lo Stato continua a finanziare”, continuando a posticipare l’abolizione degli animali nei circhi da quattro anni mentre oltre 50 Paesi nel mondo hanno già adottato questa misura. Ammontano a oltre 600mila euro i fondi pubblici erogati ai circhi con animali dal 2025, mentre si contano 603 animali nei 19 circhi attivi al momento dell’inchiesta. Lav lancia un appello: “Con queste immagini non ci sono più scuse, chiediamo al presidente del Consiglio di vietare definitivamente l’uso di animali nei circhi”.

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