Per Roma il nome circolato con più forza è, di nuovo, quello dell’ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. Poi ci sono Paolo Veronesi, figlio di Umberto, l’imprenditore farmaceutico Sergio Dompè e anche l’ex capitano del Milan Franco Baresi a Milano, mentre per Napoli si parla dell’ex presidente di Confindustria, Antonio D’Amato. Sono solo alcuni dei 20 nomi usciti dalle tre ore di vertice tenutosi oggi negli uffici della Lega al Senato tra Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani per decidere quali saranno i candidati alle prossime amministrative. Berlusconi ha partecipato alla riunione via zoom: “Il centrodestra intende mettere in campo personalità forti, capaci di vincere, ma soprattutto di dare un buongoverno alle grandi città, a partire dalla Capitale, e ai Comuni che andranno al voto”, ha scritto poi il leader di Fi su Facebook.

La lista dei 20 candidati rimane top secret, con Giorgia Meloni che si limita a commentare: “Giornata di lavoro proficua, stiamo vagliando diversi nomi. Molte proposte interessanti, ci rivedremo di nuovo in settimana per definire squadra, programmi e personalità”. Salvini fornisce l’identikit dei possibili candidati: “Quasi tutti i nomi interpellati non hanno tessere di partito in tasca, certo sono di area antagonista alla sinistra. Sono tante donne e uomini del mondo dell’impresa, del volontariato, dell’università e della sanità che si mettono a disposizione”. “L’obiettivo è chiudere al più presto le intese per esprimere candidati unitari e vincenti nei 1.300 Comuni che andranno alle urne. Nei prossimi giorni ci rivedremo per proseguire il lavoro”, spiegano i leader.

Si è parlato anche del futuro presidente della Calabria. Sempre Matteo Salvini, prima della riunione di coalizione, ha incontrato i suoi sul territorio per fare il punto su come muoversi. E ha chiesto di individuare liste di candidati di qualità, aprendo anche alle esperienze civiche. Obbiettivo è decidere entro fine mese, insieme all’alleanza.

Il nome che ha attirato maggiormente l’attenzione è comunque quello di Bertolaso che ha già corso per diventare sindaco della Capitale nel 2016, allora solo con il sostegno di Forza Italia. Non fu un successo: la corsa al Campidoglio si interruppe quando di comune accordo con Silvio Berlusconi, Bertolaso si ritirò e gli azzurri sostennero Alfio Marchini. Il centrodestra si presentò alle elezioni diviso perché Lega e Fdi sostenevano Giorgia Meloni. Bertolaso, 10 anni da capo della Protezione civile, in primavera – appena scoppiato l’emergenza Covid – è stato chiamato dal governatore leghista della Lombardia Attilio Fontana per realizzare il Covid Hospital in Fiera a Milano. Un modello in parte replicato anche nelle Marche.

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