Renzo Testolin non sarà il nuovo presidente della Val d’Aosta. Di più: non avrà alcun incarico nella nuova giunta regionale. Dopo che ilfattoquotidiano.it ha ricordato le intercettazioni con il presunto boss della ndrangheta Alessandro Giachino, emerse nei verbali dell’inchiesta Egomnia della Dda di Torino, sul nome del politico è arrivato il veto dei consiglieri del Progetto Civico Progressista (alleanza della sinistra valdostana in cui fa parte il Partito Democratico) e quello degli autonomisti di VdA Unie, il progetto dove c’è anche l’ex Sottosegretario di Stato del governo D’Alema Luciano Caveri.

Va detto che l’ala progressista valdostana e i tre consiglieri di VdA Unie avevano molti dubbi sulla figura di Testolin già nei giorni scorsi. Adesso la scelta di escluderlo dal prossimo governo è ancora più netta. Elio Riccarand, figura storica della sinistra valdostana, ex consigliere ed ex assessore all’ambiente, in una nota ieri aveva chiesto a nome dei progressisti: “Chiediamo che ci sia un segnale, soprattutto al vertice, alla carica apicale più importante che ci sia, perchè vogliamo innovazione, così come sui contenuti anche sul vertice, e non vogliamo una ripetizione del passato”. Ieri alle 17, in una nota, Testolin aveva comunicato la possibilità di fare un passo indietro come Presidente se la sua figura non fosse stata approvata da tutti gli alleati. Ventiquattro ore dopo Testolin non solo non sarà il prossimo Presidente della Regione Valle d’Aosta, ma non riceverà alcun incarico di governo. Al suo posto ha ricevuto l’incarico di formare il governo il presidente dell’Union Valdotaine Erik Lavevaz, il terzo consigliere eletto con 823 preferenze, che punta ad arrivare in Consiglio Valle il 20 di ottobre con già la squadra di governo pronta.

Erik Lavevaz, classe 1980, era stato eletto Presidente dell’Union Valdotaine nell’Ottobre del 2018 al 9° congresso nazionale del partito, e rappresenta per gli autonomisti valdostani il rinnovamento e il nuovo corso del movimento. Laureato in fisica e tecnologie avanzate all’Università degli studi di Torino, è stato eletto sindaco del comune di Verrayes, dove risiede, la prima volta nel 2005, e poi confermato nel 2010 e nel 2015. Il 20 dicembre 2019 è entrato in Consiglio Regionale come consigliere supplente a seguito delle dimissioni del consigliere Luca Bianchi, travolto dallo scandalo di Egomnia sul voto di scambio politico e mafioso durante le elezioni regionali del 2018. Appena entrato in Consiglio, Erik Lavevaz si è subito imposto come leader del gruppo dell’Union Valdotaine, e ha subito indetto il ritorno alle urne, affermando che l’attuale maggioranza era illegittima per via delle inchieste e degli scandali con la Ndrangheta.

Autonomista Doc, ha lavorato due anni per il rinnovamento all’interno dell’Union Valdotaine, allontanando tutti coloro che, a suo avviso, non erano di vera fede “unionista”. È celebre anche per aver allontanato dal partito lo storico leader Augusto Rollandin, per sei volte presidente della Regione e soprannominato l’Imperatore. Protagonista di numerose vicende giudiziarie, condannato nel 2019 in primo grado per corruzione, sospeso pertanto da consigliere regionale nella passata legislatura, “l’imperatore” adesso è tornato in consiglio con un partito da lui fondato, Pour l’Autonomie, capace di eleggere tre consiglieri, che staranno all’opposizione. Lo scheletro del nuovo esecutivo sembra ormai pronto, e vede assegnati tre posti all’Union Valdotaine (la presidenza della Regione più due assessori), tre posti assegnati all’ala progressista in cui fa parte il Partito Democratico (la presidenza del Consiglio Valle più due assessori), un assessore agli autonomisti di Alliance Valdotaine, un assessore agli autonomisti di Stella Alpina e un assessore a VdA Unie.

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