Esplode il numero dei contagi da coronovirus in Francia: nelle ultime 24 ore sono stati registrati 26.896 casi. L’informazione – arrivata con inusuale ritardo -è stata diffusa dalla Santé Publique. Il tasso di positività che solo due giorni fa era al 9,1%, schizza all’11%. Il numero dei decessi da ieri aumenta di 54, per un totale di 32.684. A Parigi e nella sua regione, l’Ile-de-France, l’occupazione dei letti per la terapia intensiva si avvicina al 50% della capacità. La capitale, come Marsiglia, Aix-en-Provence e l’isola di Guadalupe, è già zona rossa, mentre da oggi sono entrate in vigore le nuove misure per altre quattro città: Lione, Lille, Grenoble e Saint-Etienne decretate in “allerta massima”. Qui bar e sale per feste chiusi e numeri limitati per centri commerciali e negozi, divieti di assembramento e distanziamento rigido nei ristoranti.

In generale i numeri della pandemia da coronavirus continuano a crescere e a preoccupare in tutto il mondo. È del 9 ottobre l’allarme dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che ha segnalato oltre 350mila casi in tutto il globo in 24 ore, un record. Con l’Europa oltre i 100mila e gli Usa oltre 50mila, i casi di coronavirus in America Latina e Caraibi hanno superato la soglia dei 10 milioni: il totale dei contagi in questa regione è, ad oggi, di 10.001.833, inclusi 366.637 decessi. Oltre la metà delle infezioni si registra soltanto in Brasile (5.055.888), che conta 149.639 morti. I Paesi più colpiti dal virus sono gli Stati Uniti, seguiti da India, Brasile, Russia, Colombia, Argentina e Spagna e Perù. Anche la Russia ha avuto numero più alto di contagi in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia: oltre 12mila casi. Ovunque i governi stanno pianificando nuove restrizioni per fermare l’avanzata dei contagi.

Contagi in Europa oltre i 100mila, record in Olanda e Portogallo Per la prima volta l’Europa ha registrato oltre 100mila casi giornalieri. I Paesi Bassi segnano il record nazionale per nuovi contagi da coronavirus, con 6.504 casi in 24 ore, superando anche per la prima volta la soglia dei 6.000 che aveva sfiorato nei giorni scorsi. La zona più colpita è quella di Rotterdam-Rijnmond, con 763 casi, seguita da quella di Amsterdam-Amstelland con 735. I morti nelle ultime 24 ore sono stati 24. Nuovo picco anche in Portogallo dove i casi si fermano però a 1.646 concentrati per lo più a Lisbona.

I contagi in tutto il continente sono aumentati in modo costante nell’ultima settimana, a differenza che nelle altre aree del mondo: nei paesi più colpiti, come l’India e il Brasile, i nuovi positivi hanno mostrato segni di rallentamento. In Europa il centro dell’epidemia si è spostato nel Regno Unito, in Russia, in Spagna e in Francia: tutti i Paesi hanno registrato oltre 10mila casi ciascuno negli ultimi tre giorni. In Germania la cancelliera Angela Merkel ha manifestato preoccupazione al termine di un incontro con i sindaci delle 11 città più grandi del Paese, tenuto a seguito dell’aumenti dei casi (4.721 nelle ultime 24 ore). Se in 10 giorni la curva del contagio non dovesse abbassarsi, entreranno in vigore “ulteriori misure restrittive mirate”, in quel caso “inevitabili”. I prossimi giorni “saranno decisivi per come la Germania affronterà la pandemia questo inverno”, ha dichiarato Merkel. Se il numero delle infezioni dovesse aumentare di oltre 50 per 100mila abitanti in una settimana, entraranno in vigore il requisito della mascherina nel luoghi pubblici, coprifuoco e restrizioni sull’alcol. Un primo parziale coprifuoco è in vigore da oggi a Berlino: dalle 23 alle 6: saranno chiusi ristoranti, bar, esercizi commerciali e “Spaeti”, le rivendite di alcoolici, tabacchi e generi alimentari aperte fino a tarda notte.

In Spagna il governo Sanchez ha dichiarato lo stato di emergenza per 15 giorni nella zona di Madrid nel tentativo di contenere il contagio, tra le proteste dell’esecutivo regionale. Per quanto riguarda le restrizioni, rimarranno le medesime, già entrate in vigore il 2 ottobre. Tra queste figurano: raduni limitati a sei persone, capienza dei bar al 50% e chiusura alle 23. Circa 7mila poliziotti saranno impegnati in un’operazione speciale per controllare il semi-lockdown della capitale spagnola.

Negli Usa nelle ultime 24 ore 57.400 casi – Oltre 57mila casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: questi i numeri dei nuovi positivi negli Stati Uniti, secondo i conteggi della Johns Hopkins. Secondo l’università americana ieri i nuovi contagi nel Paese sono stati 57.420. Allo stesso tempo, sono stati segnalati 990 ulteriori decessi. Attualmente, secondo la Johns Hopkins, gli Usa registrano 7.664.676 casi, inclusi 213.787 morti. Questa settimana gli Usa hanno registrato una media giornaliera di oltre 46mila casi di coronavirus, il 12% in più rispetto alla settimana scorsa e più del doppio in confronto ai livelli di giugno. Le infezioni continuano ad aumentare in gran parte degli Stati americani e, come indicato ieri dall’agenzia sanitaria federale per la tutela della salute (Cdc), il bilancio dei morti nel Paese potrebbe salire a quota 233.000 entro la fine di questo mese.

Picco record di positivi in Russia: superata la soglia dei 12mila – In Russia si sono registrati 12.126 nuovi casi di Covid-19 in 24 ore: si tratta del numero più alto di contagi in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia. Supera quindi il precedente picco di 11.656 casi giornalieri toccato lo scorso 11 maggio. Sono 1.272.238 i contagi registrati in totale in Russia, mentre, secondo i dati ufficiali, 22.257 persone sono morte a causa del morbo, di cui 201 nelle ultime 24 ore.

In India la media giornaliera dei casi è sopra 70mila – Nelle ultime 24 ore l’India ha registrato oltre 73mila casi di coronavirus e quasi 1.000 decessi. I nuovi contagi hanno portato il bilancio complessivo delle infezioni a quota 97.894. Allo stesso tempo, vi sono stati 926 decessi, per un totale di 107.416 vittime. Il bilancio giornaliero dei morti si mantiene così sotto quota 1.000 per il settimo giorno consecutivo. Per quanto riguarda i casi, l’India registra attualmente una media di 70mila contagi al giorno. Il picco di infezioni è stato registrato a metà settembre con 97.894 infezioni in un giorno.

Nuove restrizioni in 18 province dell’Argentina – Il governo argentino ha annunciato restrizioni nella circolazione in 18 province del Paese per cercare di frenare lo sviluppo della pandemia da coronavirus che da marzo ha un bilancio di 871.468 contagiati, con 23.225 morti. In un discorso nella notte di venerdì 9 ottobre, il presidente Alberto Fernández ha indicato che nelle prossime ore verrano definite nuove restrizioni, che resteranno valide per almeno due settimane. Le misure avranno validità su tutto il territorio nazionale, tranne che nelle province di Corrientes, Misiones, La Pampa, Entre Ríos, Formosa e Catamarca, dove la circolazione del virus è bassa o assente. Il capo dello Stato ha spiegato che, a differenza di quanto è accaduto nella prima fase della pandemia, ora il 65% dei casi positivi si concentra nelle province, mentre il territorio di Buenos Aires è riuscita a contenere gli effetti del Covid-19. Dopo aver superato Spagna e Perù, l’Argentina è salita al sesto posto al mondo per numero di contagi. Il Messico ha registrato 5.263 casi di coronavirus e ulteriori 411 morti provocati dal morbo nelle ultime 24 ore. I nuovi dati portano il bilancio complessivo delle infezioni nel Paese a quota 809.751 e quello delle vittime a quota 83.507. Secondo i conteggi della Johns Hopkins University, il Messico è il nono Paese al mondo per casi di coronavirus.

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